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Seminare emozioni per creare legami

Da oltre 20 anni un progetto educativo dell'Ufficio Educazione Mondialità pianta semi nei cuori dei bambini per costruire in loro legami con Paesi e popoli lontani. Per imparare a sentre l'altro mai come uno straniero, sempre come un fratello

Qualche giorno fa un ragazzo inviava il proprio curriculum all’Ufficio Educazione Mondialità ricordando un progetto fatto con la sua classe quasi 20 anni fa. Ci diceva che spesso gli tornava in mente il laboratorio sull’acqua fatto con il Pime. Era il Progetto Adottiamoci sul tema dei pozzi in Camerun, realizzato con Padre Antonio Michielan e gli amici di Guiziga.

Perché a distanza di anni continuiamo a proporre il Progetto Adottiamoci? Perché sempre più abbiamo bisogno di portare ai nostri occhi ciò che è lontano, in termini geografici e non solo. Dobbiamo avvicinare, ascoltare fatti raccontati in maniera completa, conoscere quello che non fa notizia, è necessario che il mondo entri nel nostro sguardo.

L’altro: una sfida educativa

La sfida oggi è creare legami, è risvegliare il senso di appartenenza a un’umanità comune, è sentire l’altro come un fratello. Per superare l’individualismo e la superficialità, per cercare di vivere nella complessità e nella fluidità in cui siamo immersi, per giocarci nel mondo attuale è sul piano educativo che dobbiamo intervenire.

Qui si trova il senso profondo del Progetto Adottiamoci. Aprire la cartina del mondo, vedere una foto di una scuola o di una casa dall’altra parte del mondo, ascoltare una parola in una lingua straniera, conoscere tradizioni e usanze altre, sentire narrazioni di vita quotidiana di coetanei in altri Paesi… sono tutti gesti che hanno l’obiettivo di risvegliare le coscienze, far nascere un’emozione per creare un legame. Riconoscendo l’altro fratello della stessa nostra umanità, riusciamo ad accogliere i suoi bisogni, che a questo punto sentiamo meno lontani da noi, e ad attivarci anche per un sostegno, per un contributo concreto.

La missione: un’opportunità di incontro

I missionari del Pime, che vivono in 19 Paesi del mondo e che sono testimonianza autentica di incontro, sono per noi importanti occasioni di legame. Sono ponti con culture, realtà e persone per noi lontane. Sono opportunità preziose per avvicinare l’altro a occhi e cuore, e per creare cammini formativi di crescita autentici. La missione ha molto da dire e dare ai giovani oggi, offre la possibilità reale di aprire al mondo e di educare all’incontro, alla solidarietà, alla responsabilità. Ingredienti fondamentali per crescere persone attente al sé, all’altro e al mondo e infondere speranza per un domani più giusto per tutti.

Il Progetto Adottiamoci resta, dopo tanti anni, un’esperienza formativa per conoscere Paesi, culture e tradizioni diverse dalla nostra e attivare relazioni di condivisione e solidarietà. Sono semi che potrebbero innescare circoli virtuosi, di cui nella maggior parte dei casi perdiamo le tracce, ma che a volte, inaspettatamente, tornano. Come è stato ricevere la candidatura di quel bambino a cui quasi 20 anni fa parlavamo di pozzi in Camerun. Apre il cuore anche di noi educatori, seminatori per eccellenza, e infonde fiducia nel futuro.

 

di Elisabetta Nova,
Coordinatrice dell’Area Educazione della Fondazione Pime

 

il progetto adottiamoci

Il Progetto Adottiamoci quest’anno ci porterà in Camerun, Ciad e Costa d’Avorio, tre grandi Paesi dell’Africa sub-sahariana, per affrontare il tema della sicurezza alimentare, dell’accesso all’acqua e agli alimenti e delle condizioni igieniche e sanitarie.

Anche quest’anno il progetto si concretizza in una serie di materiali coinvolgenti e contributi interattivi, realizzati dall’Ufficio Educazione Mondialità del Pime, fruibili gratuitamente online da insegnanti ed educatori affinché possano proporli a bambini e ragazzi. È possibile per oratori e scuole concordare un percorso progettato insieme con incontri, attività laboratoriali e testimonianze.

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