Homepage » Blog » Educare per disarmare

Educare per disarmare

Di Elisabetta Nova
Coordinatrice dell’Area Educazione di Fondazione Pime

Sguardi e gesti per ponti di Umanità

La violenza arriva dai fronti di guerra, in questo anno scolastico che giunge al termine. Ma arriva anche nelle aule, nei corridoi, nei gruppi WhatsApp delle classi. Arriva nel modo in cui un ragazzo o una ragazza chiama un compagno, nel modo in cui un giovane viene escluso da una conversazione, nel modo in cui una parola può ferire senza che nessuno si accorga di quanto sia acuta.

“Stavo solo scherzando”: lo diciamo ai piccoli, lo diciamo ai grandi, lo diciamo a noi stessi.

I dati che emergono da ricerche sulle relazioni tra adolescenti ci restituiscono un’immagine preoccupante di quanto alcune forme di violenza verbale, psicologica, digitale, relazionale, sia normalizzata tra i giovani. E il linguaggio che usiamo, anche noi adulti, è spesso il primo laboratorio di questa normalizzazione.
Ma le parole lasciano traccia e danno forma al pensiero.

Parallelamente, il mondo continua a bruciare. Guerre che si trascinano, crisi dimenticate, popoli che scompaiono dalle prime pagine non perché il loro problema si sia risolto, ma perché l’attenzione si è già spostata al successivo. I missionari del Pime, presenti oggi in venti paesi del mondo, ci mandano voci, storie, volti. Ascoltare il racconto di chi ha vissuto dentro quei luoghi, dentro quelle storie, dentro quelle umanità ferite e resistenti, ci porta ad acquisire uno sguardo che cambia la prospettiva, ci accompagna a una postura che rompe la distanza, che rende il mondo una questione di prossimità. E nel momento in cui c’è un incontro, un’esperienza condivisa, non possiamo voltare la testa.

Come si risponde a tutto questo da un’aula scolastica? Noi ci proviamo con un gesto educativo che vuole incoraggiare occhi nuovi, azioni nutrite di relazione, ponti di umanità. Vogliamo contribuire a dare ai giovani strumenti veri: empatia, pensiero critico, linguaggi inclusivi, biografie credibili, solidarietà, esperienze condivise.

È questa la direzione che Fondazione PIME ETS propone per l’anno scolastico 2026/27: scegliamo di “Educare per disarmare” per formare persone capaci di riconoscere la violenza, quella piccola e quotidiana tanto quanto quella grande e geopolitica, per scegliere gesti di cura, parole di rispetto, relazioni di dignità.

Le proposte in evidenza per l’anno scolastico 2026/27

La nostra équipe educativa ha lavorato per offrire quest’anno proposte immersive, innovative e radicate nel territorio. Tutte le proposte si fondano su metodologie attive: apprendimento cooperativo, role play, narrazione biografica, debriefing, lavoro di gruppo, esperienza immersiva e rielaborazione personale.

Accanto all’intera offerta di laboratori di educazione civica già disponibile (su legalità e costituzione, ambiente, cittadinanza digitale, intercultura, diritti, pace, solidarietà, orientamento, L2) vogliamo mettere in primo piano tre esperienze che rappresentano la direzione nuova del nostro lavoro.

Abitare la città - Laboratorio e mostra

Abitare la città nasce dal desiderio di restituire ai giovani uno sguardo curioso e attivo su questo spazio che li riguarda, che gli appartiene, che possono contribuire a trasformare. Attraverso scenari urbani il percorso accompagna il gruppo classe dentro altrettante domande: chi sono, dentro questa città? Cosa posso portare? Come si costruisce una comunità? Come si agisce per la pace ogni giorno? I temi si intrecciano tra identità e relazione, intercultura, economia responsabile, protagonismo e cittadinanza attiva.

La proposta è interattiva: installazioni, dinamiche di gruppo, role play, linguaggi multimediali. Si adatta per età e ordine scolastico, si integra nell’insegnamento dell’Educazione Civica e risponde alle indicazioni Ministero per l’Istruzione sulle competenze trasversali: pensiero critico, ascolto, gestione costruttiva dei conflitti, partecipazione consapevole alla vita della comunità.

Per scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado e comunità territoriali. Disponibile nelle sedi Pime e presso le scuole.

Scuole aperte - Lo spazio esperienziale pomeridiano

Il pomeriggio come tempo educativo. Proposte ed esperienze pomeridiane che si integrano sia con il tempo prolungato scolastico sia con i programmi di Scuole Aperte. Uno spazio laboratoriale e relazionale in cui i ragazzi e le ragazze possono sperimentare, costruire, incontrare, stare.

Gite al Pime - Esperienze formative nelle nostre sedi

Una gita diversa dalle altre. Nelle sedi Pime di Milano, Busto Arsizio, Calco, Sotto il Monte e Treviso, le classi trovano spazi pensati per l’educazione civica attiva: laboratori, attività esperienziali, incontri con missionari e operatori, visite guidate al Museo Popoli e Culture o alla Casa Natale di Papa Giovanni XXIII. Per chi vuole un’esperienza più intensa, Villa Grugana a Calco accoglie gite residenziali di più giorni immersi nella natura e nella riflessione.

Ogni gita è co-progettata con insegnanti e classi, perché il miglior progetto formativo è quello costruito insieme.

Per tutti gli ordini di scuola. Mezza giornata, giornata intera o residenziale.

Co-progettiamo insieme

Non c’è proposta formativa che funzioni davvero se non nasce da un ascolto di bisogni e contesti. Per questo invitiamo docenti, dirigenti, amministratori a contattarci per progettare insieme percorsi su misura per la vostra classe, la vostra scuola, il vostro territorio. Le nostre proposte non vogliono solo “parlare di pace”, ma farne esperienza: nel modo in cui si ascolta, si discute, si collabora, si attraversa un conflitto, si abita uno spazio comune.

Articoli correlati

Pane per il nemico: Filemone e Bauci educano al bene comune

Tra la torre e le mura: la Magnifica Humanitas e la scelta

“Cosa c’è nella tua valigia?”: una storia evocativa per mostrare ai bambini il concetto di rifugiato

Parliamo di inclusione ai bambini con “Vai via Alfredo!”