Di Silvia Vecchia
Volontaria del Servizio Civile Universale presso il Museo Popoli e Culture
“Lapit, mga kaibigan, at makinig kayo (listen up, y’all)
Ako’y may dala-dalang balita galing sa bayan ko (listen closely, y’all)
Nais kong ipamahagi ang mga kuwento
Ang mga pangyayaring nagaganap sa lupang pinangako”
“Avvicinatevi, amici, e ascoltate tutti attentamente.
Porto notizie dalla mia città natale, ascoltate tutti attentamente
Voglio condividere le storie.
Gli eventi che si svolgono nella “terra promessa””
Comincia così “The APL Song” dei Black Eyed Peas nell’album iTunes Originals del 2004, un omaggio personale alle origini filippine di uno dei componenti del gruppo, apl.de.ap (pseudonimo di Allan Pineda Lindo). Il brano racconta il viaggio emotivo dell’artista, intrecciando memoria, identità e appartenenza. Nato a Sapang Bato, un villaggio rurale vicino a Angeles City, apl.de.ap ha vissuto un’infanzia segnata dalla povertà, ma anche dalla ricchezza dei legami familiari. A 14 anni, si trasferisce negli Stati Uniti ma, come racconta nella canzone, non ha mai abbandonato il ricordo delle sue origini.
Il brano si apre con il ricordo di quella terra lasciata troppo presto: apl.de.ap descrive la sua infanzia in un quartiere modesto, tra povertà e affetti e questo contrasto tra miseria materiale e ricchezza emotiva dà voce a un legame profondo con le sue radici.
Il contrasto tra povertà materiale e ricchezza emotiva
Man mano che la canzone prosegue, emergono frammenti della sua storia: la cultura vivace, le riunioni familiari e il senso di appartenenza che lo hanno definito. Le sue parole, seppur intime, diventano universali, toccando chiunque abbia conosciuto la nostalgia di casa. Il ritornello in filippino-tagalog non è solo un omaggio linguistico, ma un richiamo alle origini, un ponte emotivo tra passato e presente, che avvolge l’ascoltatore in un sentimento di memoria e orgoglio.
Nel brano la resilienza emerge come tema centrale. Apl.de.ap non nega le difficoltà, ma le abbraccia come tappe fondamentali del suo percorso. Da queste esperienze nasce un messaggio di speranza: si può crescere e cambiare senza dimenticare le proprie radici. La canzone si chiude con un desiderio di ritorno non solo a un luogo fisico, ma a un’identità che il tempo e la distanza non riescono a spezzare. È un saluto alle proprie radici, una promessa di fedeltà. “The APL Song” è più di una testimonianza personale: è la voce di una migrazione, un inno alla memoria e un invito a non perdere mai il filo che ci lega al nostro passato. La canzone si muove tra la memoria personale e il desiderio collettivo di ritrovare le proprie radici. Ma queste radici affondano nella storia.
Il colonialismo e l’identità filippino-americana
Questo tema torna anche nel libro Home Bound di Yen Le Espiritu del 2003, che analizza la storia coloniale delle Filippine sotto il dominio spagnolo e, successivamente, durante l’occupazione americana. Originaria del Vietnam, Espiritu insegna Studi Etnici presso l’Università della California di San Diego, e ha una lunga esperienza di lavoro con le comunità di rifugiati e immigrati nella zona. Il suo impegno si è concentrato sulle comunità asiatico-americane, con particolare attenzione ai temi dell’immigrazione e dei richiedenti asilo, mettendo in luce l’impatto del colonialismo e delle guerre combattute dagli Stati Uniti in Asia.
Anche il passato coloniale Usa ha avuto e continua ad avere un impatto significativo sull’identità culturale filippina e sui movimenti migratori. Espiritu analizza come le politiche imperialiste degli Stati Uniti abbiano influenzato la migrazione dalle Filippine, non solo per motivi economici, ma anche come risposta a condizioni create dal colonialismo. L’influenza americana ha aperto percorsi migratori, soprattutto nel settore agricolo e durante la Seconda Guerra Mondiale, quando molti filippini furono arruolati come soldati.
Inoltre, la Campagna delle Filippine (1944-1945) ha avuto un ruolo centrale nella definizione del rapporto tra Stati Uniti e l’arcipelago, con effetti duraturi sulle esperienze migratorie e sulle relazioni interculturali. L’autrice esamina come questa storia abbia contribuito alla percezione dei filippini come “altri” all’interno della società americana.
Tradizioni familiari e identità ibrida nella diaspora filippina
Il libro esplora anche l’importanza delle tradizioni culturali filippine nella vita quotidiana dei filippino-americani e il loro confronto con la cultura statunitense. La famiglia, soprattutto quella estesa, rappresenta un valore fondamentale e la scrittrice descrive come i legami familiari restino forti anche a distanza e influenzino le esperienze quotidiane della diaspora filippina.
Viene inoltre analizzata la difficoltà di adattarsi alle norme culturali americane, in particolare per quanto riguarda origine e genere, in un contesto spesso percepito come ostile o distante. Il tema dell’identità “ibrida” attraversa tutto il libro, con individui che si muovono tra due mondi a volte in conflitto tra loro.
In conclusione, Yen Le Espiritu non si limita a raccontare la migrazione, ma inserisce le esperienze dei filippini americani in un più ampio quadro storico e culturale, che comprende colonizzazione, diaspora e adattamento. Questo approccio consente di comprendere come le vicende individuali siano influenzate dagli eventi storici e come la cultura si trasformi nel contesto migratorio.
L’individuo come eco del passato collettivo
Un quadro culturale che emerge benissimo anche nel video di “The APL song”, dove la trama principale segue un anziano veterano della Seconda Guerra Mondiale, interpretato da Dante Basco, che vive in una casa di riposo negli Stati Uniti. Trascurato dalla sua famiglia, desidera tornare nelle Filippine. La sua solitudine e il desiderio di riconnessione con le proprie radici culturali sono al centro della narrazione. Parallelamente, il video mostra flashback della giovinezza di Apl.de.ap nelle Filippine, enfatizzando il tema della nostalgia per le radici e il desiderio di ritorno. Segmenti visivi che arricchiscono la comprensione del brano.
È dentro questo intreccio tra storia e storie che “The APL Song” trova la sua forza: raccontare l’individuo come eco di un passato collettivo.
Puoi consultare Home Bound e altri libri sulla storia delle Filippine nella Biblioteca del Pime.