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Tentorio: con gli emarginati fino alla fine

Padre Fausto Tentorio è stato assassinato il 17 ottobre 2011 nella sua parrocchia di Arakan, nel sud delle Filippine. Aveva dedicato la sua missione alla popolazione indigena dei Manobo: in collaborazione con altri missionari, aveva creato una rete di aiuti e di sensibilizzazione per fornire loro gli strumenti giunti per rivendicare la loro identità e la loro indipendenza. Vessati ormai da decenni, i Manobo tutt’oggi sono sistematicamente svantaggiati e privati delle loro terre, nonché delle loro tradizioni.

Noi non abbiamo detto: «Vi diamo l’aratro solo se vi fate cattolici». Ciò che conta innanzitutto è la loro identità, il recupero dei valori tradizionali. Se poi altre culture e religioni possono significare qualcosa di positivo, tanto meglio, ma deve essere un’adesione libera e consapevole. C’è comunque un problema socio-politico da superare. I cristiani sono i coloni, cioè quelli che hanno sottratto ai Manobo le loro terre ancestrali e ne hanno distrutto l’habitat naturale. “Cristiani” è il termine con cui i Manobo chiamano indistintamente tutti i coloni.

In prima linea accanto ai manobo

Padre Fausto Tentorio (1955-2011) aveva capito qual era il fulcro del problema. La popolazione Manobo, situata nella municipalità di Arakan, provincia di Cotabato, isola di Mindanao nel sud delle Filippine, era stata depredata di tutto quello che possedeva. Non solo delle terre, ma soprattutto delle tradizioni.

Nel 2011 Karl M. Gaspar, decano del St. Alphonsus Theological and Mission Institute, nel libro Manobo dreams in Arakan; a people struggle to keep their homeland racconta che le fasce più giovani della popolazione Manobo stanno perdendo la propria identità. Si vergognano di parlare la propria lingua d’origine, si rifiutano di assimilare le tradizioni del loro popolo. Gli anziani si sono arresi all’idea che ormai la loro cultura sta morendo, i genitori non riescono a riconoscere più i propri figli. È per tutti questi motivi che sia la MALUPA che il TFPCDI hanno intrapreso una campagna per incoraggiare i Manobo a riprendere confidenza con la loro identità.

La MALUPA, che sta per Manobo Lumandong Panaghiusa (Associazione dei tribali Manobo) è un’associazione fondata da padre Tentorio nel 1992, con l’obiettivo di dare alle popolazioni indigene un punto di riferimento nella loro resistenza contro i coloni. Il TFPCDI (Tribal Filipino for Community Development Incorporated) è il braccio operativo della MALUPA, dotato di un centro capace di ospitare anche 200 persone per incontri, attività formazione e dibattiti.

Una terra di tutti

Le amministrazioni locali non sono entusiaste del nostro lavoro. Prima potevano manipolare i Manobo con maggiore facilità. Prima che fossero organizzati e sensibilizzati, ne saccheggiavano la foresta e ne portavano via le loro terre. Non c’è nessun programma concreto dell’amministrazione comunale per i tribali in nessun settore. Il comune ha una sola scuola materna a Katindu. Noi ne abbiamo 23. Per il governo i tribali non esistono. Il nostro primo coordinatore dei programmi è diventato consigliere comunale, ma la commissione “Ambiente e comunità culturali” è stata assegnata a un altro. Lui non è neppure membro. Non può nemmeno partecipare a una delibera.

Nella tradizione manobo la terra non è mai stato un bene individuale: un uomo solo non può rivendicare il possesso e l’utilizzo di un terreno solo per sé. In passato non ce n’era bisogno: la grande abbondanza di terre permetteva a tutti la possibilità di coltivare. Ma con l’arrivo degli spagnoli prima, e degli americani poi, i terreni divennero di proprietà statale, offerti a coloni e corporazioni straniere. La mentalità manobo non poteva stare al passo con questi cambiamenti imposti con la forza. Come ricordava padre Tentorio, nel giro di pochi decenni dei 75 mila ettari di terra della valle dell’Arakan, ai tribali ne erano rimasti solo 15 mila. Sopraffatti dallo stravolgimento del loro mondo, i tribali svendevano le loro terre per risolvere problemi immediati.

La nostra speranza è che piano piano cominciano a sentirsi parte attiva della società. Dovranno certamente integrarsi, ma ciò dovrà avvenire da posizioni di parità e rispetto reciproco. Dovranno essere loro a decidere del loro futuro sulla terra. Devono convincersi che non sono inferiori. Sono solo svantaggiati.

 

A cura di Tommaso Abbenda
Biblioteca del Pime

La biblioteca consiglia…

Per approfondire la storia di padre Fausto Tentorio e la vicenda dei Manobo, la Biblioteca del Pime mette a disposizione alcuni testi, da cui sono anche citati i brani in corsivo sopra riportati:

Bernardelli G., Fausto Tentorio: martire per la giustizia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2015.

Geremia P., Missionari per il Regno di Dio, Cimaldolmo (TV), 2013.

Licini G., Il santuario profanato: i Manobo di Arakan, Bologna, EMI, 2000.

Inoltre, per saperne di più sul contesto socio-politico attuale nel sud delle Filippine e sulla ricerca di giustizia per individuare gli assassini di padre Tentorio, consulta e segui le notizie pubblicate dalla rivista del Pime Mondo e Missione e dall’agenzia di stampa AsiaNews.

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