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Il doposcuola che diventa famiglia

Testimonianze Anno Scolastico 2024/2025

20 paesi del mondo, volti, nomi e storie di vita. Incontri, conoscenza e amicizia. Studio, laboratori e giochi. Un anno scolastico con adolescenti, educatori e volontari dove passione, gioia e speranza sono la componente fondamentale per viaggiare insieme.

Time Out è un vero viaggio dentro la quotidianità! Si cerca di prendere lo spazio e il tempo per chiederci chi siamo e come possiamo dare il meglio. Non si annullano le fatiche ma si condividono, ci si sostiene e l’io diventa un noi!

Francesca, coordinatrice

Le voci degli studenti

“Il volontariato che mi ha fatto crescere”

Asmaa, 5° superiore

Quest’anno ho vissuto diverse esperienze, ma quella più significativa è stato il volontariato a Time Out. È uno spazio studio per studenti delle superiori dove si può studiare, fare i compiti da soli o con l’aiuto dei volontari, stare in compagnia con momenti di gioco e fare attività insieme.

Ho svolto 20 ore durante i mesi scolastici, aiutando soprattutto i ragazzi del biennio nelle materie scientifiche. Attraverso l’aiuto degli altri riesco a recuperare concetti che non erano chiari quando avevo la loro età, verificando le mie conoscenze e sviluppando le mie capacità sociali.

Mi sento davvero bene quando riesco a trasmettere informazioni in modo comprensibile – è per me un grande traguardo. Ho scelto questo volontariato perché mi piace aiutare le persone che hanno bisogno nella gratuità, senza aspettarsi nulla in cambio.

Una cosa interessante è che per spiegare un argomento bisogna ripassarlo, scoprendo cose nuove e utili per collegamenti interdisciplinari. Ma questa esperienza di volontariato non è solo studio: ogni fine anno andiamo in un campo estivo e passiamo tempo insieme.

Attraverso questo servizio ho imparato come ragiona la persona davanti a me, come migliorare le relazioni e accrescere il mio metodo di studio. Molto positiva è anche la presenza della psicologa con cui parlare liberamente senza essere giudicata, e gli incontri orientativi universitari dove confrontarmi con studenti che ci forniscono consigli.

Nonostante sia un centro missionario cattolico e io sia di religione musulmana, non ho mai incontrato malintesi. Anzi, ci incontriamo per pregare insieme per la pace senza distinzione tra cristiano e musulmano, condividendo momenti di festa con cibi di tutti i tipi.

Ora che sto finendo la quinta, oltre alla ricchezza del percorso scolastico, so di essere cresciuta anche con Time Out e sono pronta per affrontare il futuro.

“Un posto molto bello”

Marinella, studentessa

Time Out per me è un posto molto bello perché ci aiutano a fare i compiti, e quando finiamo passiamo del tempo tutti insieme. Qui c’è la possibilità di fare nuove amicizie, coltivarle nel tempo e imparare a stare con gli altri.

Grazie all’aiuto dei nostri educatori preferiti ❤ abbiamo avuto la possibilità di migliorare sia in ambito scolastico che relazionale.

“Il posto dove trovo la positività”

Seif, 3° superiore

Tutte le persone hanno un posto felice dove trovano positività, fiducia e coraggio per continuare la vita al meglio. Per me questo posto è Time Out, conosciuto grazie a un amico di scuola nel primo anno di superiori.

La prima volta non conoscevo nessuno e non sapevo come stringere amicizie, ma ogni volta che venivo sentivo una positività mai avuta prima. Era un posto di supporto che mi dava fiducia nella vita e nella scuola. Grazie a Time Out sono migliorato sia a scuola che nelle capacità relazionali.

Ho sviluppato la capacità di vedere sempre il lato positivo nelle situazioni difficili e ho accresciuto il desiderio di supportare e aiutare gli altri: creare nuovi legami di amicizia, far credere in se stessa una mia amica, aiutare un amico a uscire dalla solitudine…

Tutte queste abilità le ho apprese grazie a Time Out e all’educatrice Francesca: senza di lei non sarei mai lo studente di oggi. Un episodio che mi ha segnato è stata la mia bocciatura lo scorso anno. Sono entrato in depressione e tristezza, ma sono riuscito a ripartire grazie al mio posto felice e all’educatrice che mi hanno dato la forza di continuare gli studi.

Francesca mi ha supportato nella ricerca della fiducia in me stesso e nel trovare positività in quello che mi succede. Ho cambiato scuola mantenendo lo stesso percorso, capendo che il problema non era la costanza nello studio ma la pressione dei professori che non sapevo gestire. Oggi continuo nella nuova scuola prendendo sempre più energia, fiducia e positività. Amo il mio posto felice e voglio bene a tutti i ragazzi di Time Out, soprattutto all’educatrice.

Le voci dei volontari

“Un clima di amicizia autentica”

Costanza, volontaria

Si è partiti con semplici pomeriggi di studio coordinato e assistito, poi si sono aggiunte attività, laboratori, incontri con esperti. Il numero dei ragazzi è aumentato e si è creato un clima di amicizia autentica, condivisione, dialogo e aiuto reciproco.

Anche i meno estroversi si sono messi in gioco, partendo dai momenti di svago. La fiducia nelle proprie capacità è emersa anche nei più sfiduciati. Da soli può capitare di non vedere la strada, ma insieme è tutto diverso, soprattutto in un gruppo straordinario dove etnie, tradizioni, culture, lingue, abitudini e religioni diverse si integrano e si arricchiscono reciprocamente.

L’atmosfera è contagiosa: anche tra i volontari amicizia e conoscenza reciproca crescono ogni anno. Ma non c’è solo lo studio. Alcune esperienze, come il laboratorio di arte lo scorso anno e il teatro quest’anno, hanno rivelato talenti inesplorati. E spesso ci si diverte! I ragazzi hanno scoperto che non tutti i docenti riescono a competere con loro quando si gioca a “lupus”!

Tutti hanno imparato il valore dell’ascolto e del rispetto reciproco. Sempre più spesso noto volti felici a fine giornata.

“Il valore dell’accoglienza”

Aurora, tirocinante Università Cattolica

Ho vissuto la realtà di Time Out grazie al tirocinio proposto dalla mia tutor universitaria, guidata da Francesca che mi ha sempre dato ottimi consigli per migliorarmi.

Ho cercato fin da subito di interagire con i ragazzi condividendo momenti di studio, parlando con loro, facendomi raccontare delle loro vite e giornate scolastiche. Mi divertivo a chiedere come si dicessero parole nella loro lingua madre o, da curiosa quale sono, facevo domande sulla loro religione.

Con alcuni ragazzi ho stretto un legame speciale. È bello quando vengono a chiederti di studiare insieme perché con te si trovano bene. Ho cercato di trasmettere la mia passione per lo studio, soprattutto letteratura italiana e lingue straniere.

Ho apprezzato i momenti di ritrovo in Sala Raju prima di iniziare a studiare, dove si parla di tematiche dando vita a dibattiti. Sono momenti preziosi che danno ai ragazzi la possibilità di esprimere opinioni e crescere ascoltando i pensieri altrui. Un laboratorio che ho molto apprezzato richiedeva di rappresentare attraverso pittura, disegno o caviardage il concetto di “Io e l’altro”. Ho dipinto con acquerelli un pacco regalo su una spiaggia al tramonto: ho scelto il pacco regalo perché gli altri rappresentano un dono prezioso da custodire con cura. Ho tenuto anche un incontro sui disturbi alimentari per sensibilizzare sull’importanza della cura di sé e dell’imparare a volersi bene.

Il valore più bello imparato è l’accoglienza. In università ho studiato che accogliere deriva dal latino e non significa solo salutare con un sorriso, ma far sentire partecipe una persona, includerla facendola sentire speciale, interessandosi di come sta e facendole sentire che la sua presenza è importante.

Un altro valore bellissimo è l’altruismo: l’importanza di aiutare senza volere nulla in cambio, la bellezza di sostenere un ragazzo in difficoltà per poi gioire insieme dei traguardi raggiunti.

Terminato il tirocinio, sento di aver imparato molto e di essere una persona arricchita, con risorse in più da mettere in campo anche fuori da Time Out. Porterò per sempre nel cuore tutte le persone conosciute e i momenti vissuti in questi cinque fantastici mesi.

“Imparare a conoscere i giovani di oggi”

Delia, volontaria

Ho iniziato a venire a Time Out appena andata in pensione, a gennaio 2025. Prima di tutto volevo conoscere la generazione dei ragazzi delle superiori – un’età che non conosco non avendo nipoti né figli – e mi piaceva confrontarmi con loro aiutandoli per quanto posso.

Questo è servito anche a me per capire meglio i giovani di oggi attraverso le esigenze dei ragazzi di Time Out. Con qualcuno sono entrata più in confidenza, con altri è stato più difficile, ma è stato bello imparare a relazionarmi supportata da Valentina e dagli incontri di formazione proposti da Simona, la psicologa del servizio.

A volte faccio fatica a propormi anche per l’aiuto compiti. Il mio proposito per il prossimo anno è allenarmi a farlo più spontaneamente e forse, conoscendo già i ragazzi, sarà più semplice.

“Restituire quanto ricevuto”

Vittorio, volontario

Gli anni passano, la pensione si avvicina… è arrivato il momento dei bilanci! Cosa hai combinato in tutta la tua vita? Nello studio, nel lavoro, nel tempo libero? Quali traguardi hai raggiunto? E quali hai mancato?

Quanta fatica e quanto impegno ci hai sempre messo! E tutto questo patrimonio di conoscenze ed esperienza dovrebbe andare perso? No, è arrivato il momento di restituire qualcosa di quello che la vita ti ha dato!

Ma a chi? E come? Ecco che Time Out si è rivelato il posto ideale. In un ambiente accogliente, multiculturale e multietnico ho potuto condividere la mia esperienza e le mie conoscenze. I ragazzi mi hanno aggiornato sulle ultime tendenze giovanili.

Certo, a volte è stato faticoso: non è facile confrontarsi con gli adolescenti. Ci sono stati momenti di difficoltà, ma anche tante occasioni di confronto e allegria. La soddisfazione più grande? La gratitudine di un ragazzo per un bel voto raggiunto anche grazie ai tuoi consigli.

Le voci esterne

“Vera carità cristiana operosa”

Testimonianza di una professoressa

Desidero ringraziarvi con tutto il cuore per la dedizione, l’impegno, la pazienza e la competenza che avete elargito ogni giorno ai miei ragazzi.

Vi contraddistingue l’attenzione per tutti loro, indipendentemente dalla religione e etnia, segno di una vera carità cristiana operosa. I miei studenti che hanno frequentato quest’anno sono entusiasti e grazie anche a voi hanno raggiunto i loro obiettivi. Torneranno a settembre e con loro altri che vi presenterò!

“Si sente parte di qualcosa di bello”

Testimonianza di una mamma

E le lacrime scendono… Lui dà un grande peso alle parole e quelle positive le usa con il contagocce… in queste riflessioni ce ne sono veramente tante!

Un grande applauso e un gigantesco grazie a TUTTI voi! Lo fate stare bene e con voi si sente parte di qualcosa di bello, raro e importante. Si sente meno “diverso” ed è tutto merito vostro. GRAZIE DI CUORE.

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