In uno degli articoli della sua rubrica mensile su questo blog, Antonella Fucecchi sottolineava come gli adolescenti “inciampano e non sanno rialzarsi, vedono nello sforzo e nelle difficoltà ostacoli insormontabili, non reagiscono ad una delusione che rischia di spazzarli via e sperimentano una devastante perdita di futuro”. Vale per gli adolescenti, ma vale anche per molti adulti che, sul lavoro o nella vita sentimentale per citare solo due esempi, non ammettono la possibilità di un fallimento. Come se il fallimento precludesse ogni possibilità di ripartenza. Come se fosse la fine.
Non è quello che ci insegna la canzone di questo mese.
❮❮ Vivere la vita è come fare un grosso girotondo
C’è il momento di stare sù e quello di cadere giù nel fondo
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
E sarai l’uomo più forte del mondo ❯❯
Mannarino è un cantautore romano, e si sente. Ma al suo accento romanesco si sono sovrascritte le lingue del sud del mondo, soprattutto nei suoi ultimi album, dove la componente della cosiddetta “world music” è molto forte. Tanto che nei testi accanto a espressioni come “core mio” troviamo versi in spagnolo e portoghese.
Persino la canzone in oggetto, sebbene tutta in italiano, ha un sapore universale. Perché è innegabile che la vita sia fatta di alti e bassi, è un girotondo. Non si scappa. Ma, appurato questo fatto, resta la questione di come affrontare il tempo che ci è concesso sulla terra. E il suo suggerimento Mannarino ce lo fa ascoltare dalla voce di un bambino.