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Viaggio dove l’acqua è oro

Il resoconto di un viaggio tra i progetti Pime nell'estremo nord del Camerun. Tra aiuto ai fragili, sostegno all'educazione e costruzione di pozzi per l'accesso al bene più prezioso di tutti

Otto mesi di stagione secca, quattro mesi di stagione delle piogge. Siamo in zona sud saheliana: qui l’acqua è l’elemento a cui tutto è legato in un equilibrio sempre molto precario. Se piove troppo poco, o troppo intensamente, le coltivazioni di miglio, mais e riso ne risentono e la sussistenza delle persone è a rischio.

Nell’estremo nord del Camerun l’impegno dei missionari del Pime è principalmente quello di “essere” vicino alla gente, cercando di “fare” insieme a loro per migliorare, dove possibile, le loro condizioni di vita, soprattutto per dare un futuro migliore ai giovani e ai bambini.

L’acqua: il bene più prezioso

Ma la loro presenza si concretizza anche attraverso la realizzazione dei progetti di sviluppo e sostegno a distanza legati alla Fondazione Pime. Le loro azioni si rivolgono soprattutto alle persone con disabilità, sono volte alla creazione di una scuola dignitosa e di qualità per i bambini, alla formazione e all’inserimento lavorativo per i giovani, ma anche allo sviluppo in ambito agricolo e alla realizzazione di pozzi per l’acqua potabile.

Nei giorni che ho recentemente trascorso a Yagoua ho avuto l’occasione di visitare alcuni dei villaggi dove, grazie ai finanziamenti ricevuti attraverso la Fondazione Pime, sono stati realizzati dei pozzi. È sempre emozionante vedere dal vivo come la frase “l’acqua è vita” sia una realtà incredibilmente vera in questi contesti! È bellissimo e insieme terribile vedere quanto bisogno c’è ancora in tante parti del mondo di queste semplici opere, per noi quasi scontate, che danno la possibilità di avere acqua pulita vicino a casa. Troppe volte ci si dimentica che la “semplice” azione di aprire un rubinetto di casa e avere dell’acqua buona è una grande fortuna!

Il lavoro dei volontari Alp

Accanto ai missionari del Pime operano poi i volontari dell’Associazione Laici Pime (Alp), anche loro impegnati in diversi ambiti.

Gigi Santambrogio, attraverso la Fondazione Betlemme, gestita dal Pime e dall’Associazione dei Silenziosi Operai della Croce, opera in particolare nella città di Maroua, nel Centro Shalom, un centro diurno che accoglie circa 25 ragazzi con disabilità. Gigi, con la sua professionalità e sensibilità, sta aiutando a sviluppare l’azione già importante degli operatori del Centro, sensibilizzando al contempo il contesto territoriale verso l’accoglienza attiva della disabilità. Ma soprattutto aiutando le famiglie dei ragazzi inseriti al Centro ad essere protagoniste del cammino dei ragazzi stessi.

Per i bambini e i giovani

Anche Silvia Derna è inserita nella grande realtà della Fondazione Betlemme, e in particolare aiuta nella gestione e nell’organizzazione della scuola elementare inclusiva, che accoglie sia bambini sordomuti che normoudenti. La scuola si trova presso il Centro Betlemme di Mouda, una struttura che, tra le altre cose, funge anche da ostello per quei bambini che abitano troppo lontano dalle scuole. (Progetto K735)

Un progetto simile, ma rivolto ai giovani, è quello seguito da Francesca Bellotta. Francesca organizza corsi di recupero e di doposcuola per aiutare gli adolescenti che abitano nel Centro Betlemme e quelli dei villaggi vicini, iscritti alle scuole superiori, a migliorare la loro preparazione scolastica e il metodo di studio. Collabora inoltre nell’animazione dei ragazzi con disabilità inseriti al Centro. Essendo presente in questo contesto da diversi anni, Francesca lavora anche con i missionari del Pime per la stesura e la rendicontazione dei progetti di sviluppo e di Sostegno a distanza mettendo a disposizione della missione la sua professionalità. (Progetto K814)

Formazione alla comunicazione digital

A Yagoua, più a est, vicinissimo al confine con il Ciad, troviamo Lorenzo Dilena, che svolge il suo servizio di missionario Alp in collaborazione con alcuni sacerdoti locali nell’ambito della comunicazione digital della diocesi, con l’obiettivo di formare e migliorare nell’utilizzo dei media e dei format social per amplificare sempre più la conoscenza dell’operato della diocesi stessa sia in ambito pastorale che sociale.

È impegnato inoltre nel progetto di Sostegno a distanza per le scuole diocesane, realizzato sempre attraverso la Fondazione Pime. Segue inoltre dei progetti di aiuto verso persone fragili e con disabilità, oltre che aiutando altri missionari del Pime nella stesura e nella rendicontazione delle attività.

La mia visita a questi progetti in Camerun è stata un’occasione in più per toccare con mano come si concretizzano i progetti di sviluppo, i sostegni a distanza, e tutto il grande operato che i nostri missionari portano avanti a fianco e con la gente con cui condividono la loro vita.

 

di Simonetta Redaelli,
ufficio Alp

 

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