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Una Madonna col Bambino in versione cinese

Una scuola pittorica cinese unisce soggetti cristiani alla cultura tradizionale, dimostrando che anche i punti di vista più distanti possono trovare un terreno d'incontro. E far nascere qualcosa di nuovo

Il 24 maggio ricorre la Giornata di preghiera per la Cina. Vogliamo celebrarla attraverso un dipinto presente nella collezione del Museo Popoli e Culture del Centro Pime di Milano.

Si tratta della Madonna e Gesù bambino di Huang Ruilong (1941) dove il soggetto cristiano è perfettamente inserito nel contesto e nello stile pittorico tradizionale cinese; a partire dalla tecnica, una tempera a colori tenui e stesa in modo così delicato che sembra un acquerello. Oltre alle fisionomie dei volti, anche l’ambientazione, le rocce, la vegetazione e la matericità delle nuvole, sono tipici cinesi.

Huang Ruilong non è un pittore di soggetti sacri cristiani che opera in modo isolato: è stato allievo dell’Accademia d’arte dell’Università cattolica Furen di Pechino. Ma per capire l’importanza di questa istituzione dobbiamo fare un passo indietro nella storia.

L’Accademia d’arte dell’Università cattolica di Pechino

È il 1928: monsignor Celso Costantini, primo delegato apostolico in Cina, sta visitando un’esposizione di arte moderna a Pechino e rimane colpito dai quadri di un giovane artista cinese di nome Chen Yaundu. L’interesse è così vivo che vuole incontrarlo personalmente. Mons. Costantini parla all’artista del Vangelo, gli mostra alcune riproduzioni di opere del Rinascimento italiano, e gli chiede di dipingere un’immagine della Vergine Maria. Un dipinto di Filippo Lippi, raffigurante Maria in ginocchio accanto a Gesù neonato, attira particolarmente l’interesse del giovane pittore cinese, che realizza la propria versione della medesima scena. Quel quadro sarà il punto di riferimento per due generazioni di pittori cinesi cristiani.

Nel 1932, infatti, Chen si fa battezzare con il nome di Luca e in seguito viene nominato professore dell’Accademia d’arte dell’Università cattolica di Beijing (Pechino), circondandosi di una larga schiera di allievi che dipingono tutte le scene del Vangelo in “versione cinese”.

L’avvento della Rivoluzione Culturale

L’Accademia diventa presto un focolaio di idee e di attività in campo artistico. Ciò che colpisce nelle opere di questi artisti è il modo in cui hanno saputo abbinare i soggetti cristiani con il loro ambiente culturale, pur conservando il proprio stile tradizionale. La nuova arte è penetrata, sia pure lentamente, nella Chiesa di Cina: vengono commissionati quadri e ne viene data una diffusione di copie attraverso la stampa. È la prima volta nella storia che un cinese, con i suoi allievi, si occupa della figura del Cristo con tanta consapevolezza.

Uno dei più bei quadri di Luca Chen, raffigurante Cristo con i fanciulli, è conservato ad Assisi nel Museum Pro Civitate Christiana. Mostra Gesù davanti a una pianta di bambù le cui foglie, dipinte una per una secondo la migliore tradizione cinese, sono un miracolo di leggerezza.

Purtroppo questa primavera artistica è stata bruscamente interrotta dall’avvento al potere di Mao Zedong. L’Università cattolica di Beijing (Pechino) viene trasformata in Facoltà di magistero, molti artisti si recano all’estero e il loro maestro, Luca Chen, rimasto in Cina, è una delle vittime della Rivoluzione Culturale.

 

a cura del Museo Popoli e Culture

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