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The Holdovers: il Natale più strano di sempre

Per i nostalgici delle trascorse feste natalizie si è ancora in tempo per godersi il divertentissimo The Holdovers di Alexander Pyne: una dolceamara commedia ambientata nel periodo di Natale per riflettere sull’educazione, sull’esistenza e sullo scontro generazionale.

The Holdovers: la trama

Paul Hunham (Paul Giamatti) è l’irritabile professore di storia antica di un liceo privato del New England. È il Natale del 1970 e Paul, senza una famiglia e un luogo dove trascorre le festività, rimane a scuola durante le vacanze come supervisore degli studenti che ancora non hanno potuto far ritorno nelle loro case. Dopo qualche giorno, soltanto uno studente rimane nell’istituto: si tratta del quindicenne Angus (Dominic Sessa), studente intelligente e perspicace, ma con un pessimo comportamento, che ha già rischiato l’espulsione dall’istituto diverse volte. Oltre al professore e al ragazzo, è rimasta nella scuola anche la capocuoca Mary (Da’Vine Joy Randolph), che di recente ha perso suo figlio nella guerra in Vietnam.

I momenti spassosi del film sono tantissimi, tanti quanto i momenti di commozione. È una commedia scritta meravigliosamente, ricca di dialoghi geniali che alimentano l’empatia nei confronti dei bizzarri e anticonvenzionali personaggi. Lo spettatore arriverà umanamente molto vicino ai tre protagonisti di questa vicenda.

La famiglia: una questione complicata

Alexander Pyne dirige con incredibile maestria un film che si conferma la summa della poetica portata avanti sino ad ora: un viaggio esistenziale verso la consapevolezza di noi stessi.

I legami familiari sono sempre faccende complicate nel cinema di Pyne: la capocuoca ha perso il figlio e il padre non c’è mai stato; il professore sembra aver timore di metter su famiglia per la sua distrazione nei confronti degli altri; Angus invece, viene abbandonato dalla madre per le feste natalizie che preferisce trascorrere con il suo nuovo compagno, poiché il padre del ragazzo scopriremo trovarsi presso un ospedale psichiatrico a Boston.

Ci troviamo in una scuola privata americana dove è nuovamente presentissima la critica alla società tradizionalista americana, una società dove il capitalismo sembra poter comprare le scelte etiche delle persone. Tra ironia e sarcasmo, seguiamo lo scontro generazione tra Paul e Angus che spesso si scambiano i ruoli, poiché anche gli studenti hanno spesso qualcosa da insegnare. Insieme alla capocuoca Mary, i personaggi diventano una delle famiglie anticonvenzionali più belle della storia del cinema: questo trio ci scalda i cuori per l’incredibile umanità nascosta sotto la scorza delle loro debolezze. È un film intriso di comicità amara, poiché è vero che il dolore e la sofferenza sono fenomeni sempre presenti, ma la vita non è mai una tragedia da cui non poter ritrovare barlumi di gioia e di felicità.

Educare al passato per capire il presente

The Holdovers – lezioni di vita si descrive perfettamente nel sottotitolo italiano: è una lezione di vita. È un perfetto esempio per comprendere il coraggio, l’integrità e il sacrificio di tutti quei professori che come Paul cercano, con passione e una giusta punta di severità, di trasmettere l’importanza dell’educazione e della cultura. Insegnando storia antica tenta di far capire quanto nelle culture passate, nelle epoche trascorse, c’è già tutto ciò che dovremmo conoscere; non si tratta di imparare dal passato, ma di comprendere, così, il presente. D’altronde, la natura umana ci mette tutti di fronte alle reali esigenze esistenziali: l’amicizia, l’amore, la ricerca della felicità.

Di Matteo Malaisi
Esperto cinematografico

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