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Gandhi e il cristianesimo

Sebbene la sua figura sia ormai universalmente nota e un'icona della cultura popolare, molto della personalità di Gandhi resta ancora in ombra. Un saggio riporta alla luce la complessità del suo pensiero, anche gli aspetti più controversi

“Tutti conosciamo la figura del Mahatma Gandhi. Ma è più corretto dire che crediamo di conoscerla. Meglio ancora: ne conosciamo gli aspetti salienti, la non violenza, la scelta dell’estrema sobrietà di vita, il sostegno all’ideale dell’indipendenza indiana… ma molto della sua complessa personalità rimane in ombra, soprattutto in Italia.

Così ha esordito Maria Angelillo, dell’Università degli Studi di Milano, durante la presentazione del libro di cui è curatrice M.K. Gandhi: storia, dialogo e influenze cristiane (Collana Biblioteca ICOO, Luni Editrice) nella libreria del Pime.

L’immagine iconica che tutti abbiamo negli occhi dell’apostolo della nonviolenza, che condusse l’India all’indipendenza dalla dominazione coloniale, testimonia indubbiamente della sua popolarità a livello mondiale; tuttavia, nasconde la grande complessità del pensiero e dell’opera del Mahatma.

Un libro per scoprire davvero il Mahatma

Il libro risponde alla necessità di completare l’apparente famigliarità suscitata dalla vita e dalle imprese di Gandhi con una puntuale ricostruzione delle principali tappe del suo cammino esistenziale, intellettuale, morale e politico. Inoltre, vuole porsi come un’esplorazione di alcuni aspetti, non necessariamente lusinghieri, della personalità e dell’opera gandhiane, in modo da restituirne, almeno in parte, l’articolata e affascinante sfaccettatura.

I saggi raccolti nel volume – opera tutti di insigni studiosi – senza nulla togliere al valore del magistero gandhiano, alla sua validità e alla sua ispirazione universale, riconoscono che rimane comunque un prodotto storico strettamente legato agli umori e alle sollecitazioni del suo tempo. Per esempio, non si nasconde l’atteggiamento razzista attribuito al giovane Gandhi che andava elaborando la propria strategia di lotta in Sudafrica e anzi, lo si riconduce allo spirito del tempo: è il tema che è stato sviluppato, durante l’incontro, da Massimiliano Vaghi dell’Università di Bergamo, autore del capitolo del libro dedicato a questo argomento.

Viceversa, in altri capitoli si evidenzia – e questo è uno spunto di estrema attualità anche oggi – come la modalità gandhiana di gestione del conflitto precorra l’attuale concezione di mediazione e ne sia quasi un modello.

Il rapporto con il cristianesimo

Anche il rapporto di Gandhi con il cristianesimo – tema che ricorre in più capitoli del volume – è frutto di contingenze storiche. Si esprime nelle influenze che la dottrina e la prassi cristiane, così come Gandhi le ha conosciute, hanno avuto sulla sua opera politica e sociale. Ma emerge anche nella definizione di un orizzonte etico e morale caratterizzato dall’aspirazione al perfezionamento di sé e della società e dall’affermazione di uno spirito di fratellanza, tolleranza e giustizia in grado di coinvolgere tutti gli uomini, a prescindere dalla cultura, dalla religione o dal Paese di appartenenza.

Un’ulteriore testimonianza – se ancora ce ne fosse bisogno – del fatto che è (e deve essere) sempre possibile trovare tra le pieghe della diversità il fil rouge, per quanto sottile possa essere, di ciò che unisce e accomuna, passo fondamentale per costruire una realtà di reciproca comprensione, di armonia, di pace.

 

di Isabella Doniselli Eramo
vice presidente ICOO, Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente, e coordinatrice della collana Biblioteca ICOO

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