Sono innumerevoli le occasioni quotidiane in cui siamo chiamati a scegliere. Dalle cose più banali a quelle più importanti le nostre giornate sono un continuo prendere posizione nelle piccole e nelle grandi cose. Eppure, come scrive Andrea Canevaro, “il moltiplicare a dismisura la necessità di compiere delle scelte avviene in una cultura che ha sviluppato ed enfatizzato l’individualismo e l’esibizionismo.”
Questo porta a preferire scelte che possono essere visibili, applaudite, perché considerate un’affermazione della nostra immagine e per contro a non voler assumere scelte che non potranno essere viste e apprezzate. Ma questa, continua Canevaro, “è una logica fallimentare“.
“Puntando unicamente al successo, anche truccato, sovente gli si sacrificano le nostre cose migliori. E si segue la logica del successo con applauso. Una logica che ha inquinato uno scenario così importante come è la politica, ovvero l’attività che quotidianamente deve fare scelte per comporre interessi anche fortemente contrastanti in prospettive che possiamo chiamare bene comune”.
Canevaro scrive queste riflessioni commentando lo spettacolo teatrale ideato da Marco Cortesi e Mara Moschini, attori di teatro civile, dal titolo La Scelta, che da oltre 10 anni si presenta sulle scene, in Italia e all’estero, con centinaia di repliche, senza mai invecchiare.
Qual è il segreto di questo testo? Perché risulta sempre attuale?
Lo spettacolo narra storie vere, di coraggio, provenienti da uno dei conflitti più atroci dei nostri tempi: la guerra civile che ha insanguinato l’ex Jugoslavia tra il 1991 e il 1995. Basato sul lavoro giornalistico di Svetlana Broz (nipote di Josip Broz, capo di governo jugoslavo, meglio conosciuto come «Maresciallo Tito»), La Scelta porta in scena straordinarie testimonianze di eroismo quotidiano.
Nascondere il vicino in casa propria, dare un passaggio a una donna, condividere del cibo con un ragazzo ci appaiono piccoli gesti, ma diventano enormi esempi di umanità in un tempo in cui la malvagità è sovrana, in cui l’aiutare quel vicino di casa, amico, conoscente di etnia o religione differente può costarti la vita. La guerra nella ex Jugoslavia di fatto diventa uno scenario senza tempo poiché ciò che gli autori chiedono riguarda il presente.
Considerando l’attuale situazione a livello globale, in cui si sta assistendo ad un forte inasprimento di scenari di guerra e di conflitto, siamo in grado di cambiare punto di vista, abbandonare il già visto, il già sentito, per rischiare scelte coraggiose? Concretamente: io, se mi fossi trovato in quella situazione, cosa avrei fatto?
È questa la colonna vertebrale della trama, che tiene avvinto lo spettatore dall’inizio alla fine; perché se è vero che a teatro tutto “si fa per finta”, in realtà sul palcoscenico talvolta ci viene offerta un’occasione, mai così vera, di guardare alla nostra vita e alle nostre scelte con occhi diversi.
Per questo consigliamo a tutti di assistere a questo capolavoro a teatro (seguendo i profili social dei due protagonisti scoprirete le prossime date) oppure in tv (La Scelta è disponibile su Amazon Pime e Apple Tv).
di Andrea Zaniboni
direttore artistico Teatro Pime