Caporalato? Diritti in campo
Yvan Sagnet ha saputo dire no al caporalato, allo sfruttamento, all’ingiustizia e alla rassegnazione. Arrivato dal Camerun in Italia con una borsa di studio, si è trovato lui stesso, nel 2011, a lavorare in un’azienda agricola di Nardò, trattato da schiavo, vittima dei caporali, alle prese con condizioni di lavoro e di vita disumane.
Yvan ha saputo reagire ed oggi è presidente dell’associazione No Cap, una associazione da lui fondata che promuove e sostiene condizioni di lavoro giuste per i lavoratori e che invita i consumatori a fare scelte etiche e consapevoli al momento dell’acquisto certificando una filiera libera da schiavitù e rispettosa dell’ambiente.
Siamo andati in Calabria per raccogliere la sua straordinaria testimonianza e quella di tutti coloro che stanno cercando di fare – per usare le sue parole – la “grande distribuzione” dei valori