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Il saluto del nuovo direttore

Gianni Criveller, missionario del Pime, è il nuovo direttore del Centro Pime. Con questa lettera di inizio mandato affida il suo nuovo lavoro a Maria Maddalena, prima missionaria

Carissimi amici del Centro missionario Pime,

lo scorso 22 luglio, festa di Santa Maria Maddalena, ho scritto una lettera ad amici e familiari annunciando la mia nomina a direttore del Centro Pime di Milano e condividendo alcuni dei miei sentimenti. La lettera è stata poi ripresa da Mondo e Missione, rivista di cui sono ora direttore editoriale.

In questo messaggio a voi riprendo quelle parole, che ancora oggi rappresentano il mio stato d’animo e il mio augurio.

Mi rendo conto che l’incarico a cui sono stato chiamato è impegnativo e importante. Il Centro Pime di Milano è infatti una realtà che ha una storia prestigiosa; recentemente ha avuto una radicale trasformazione e ampliamento. Per il futuro ha potenzialità ancora maggiori di presenza sul territorio e di sostegno alla missione del Pime nel mondo.

Il Centro include decine di donne e uomini professionisti, uniti a volontari e sostenitori, impegnati ad offrire contenuti di grande impatto per la promozione della vita missionaria. Le iniziative e le proposte sono altamente qualificate, portate avanti con competenza e coinvolgimento e si rivolgono alle realtà educative, sociali, culturali ed ecclesiali.

La direzione del Centro missionario implica l’assunzione di incarichi amministrativi e di governo piuttosto onerosi: conosco i miei limiti e le mia capacità, e so bene che non potrei affrontare i compiti che ho assunto senza la collaborazione delle persone che mi affiancano.

Credo di essere soprattutto un uomo di pensiero, che studia, ricerca e scrive su quanto mi appassiona. Ho insegnato, e continuo a farlo, in varie istituzioni teologiche. Sono soprattutto appassionato della missione che mi è stata affidata nel 1989: l’annuncio del vangelo al popolo cinese. Spero che, in qualche modo, anche nella mia nuova posizione potrò seguire le difficili vicende della Cina, di Hong Kong, Taiwan e Macao, in particolare gli amici di Hong Kong incarcerati per la libertà.

Sento il peso di attese e aspettative che legittimamente da tante parti ci sono e che temo siano superiori alle mie capacità. Non sono più tanto giovane: in ogni caso darò il mio contributo rimanendo me stesso, e offrendo quanto di meglio ho interiorizzato nella mia vita.

Mi auguro di essere una persona che unisce, che mette al cuore di ogni cosa il dono della missione che è la causa a cui dedico la mia vita, anche in questa nuova e inattesa incombenza.

Ho scelto la festa di Maria Maddalena (22 luglio) per la prima comunicazione sul mio nuovo impegno perchè affido a lei il nuovo inizio della mia vita missionaria. Mi piace definire Maria Maddalena come prima missionaria. Discepola di Gesù, Maria Maddalena è la prima apostola di Cristo risorto nostra vita e nostra speranza. Il movimento cristiano inizia la mattina di pasqua grazie alla sua amicizia con Gesù e alla sua intraprendenza.

La straordinaria vita di Maria Maddalena significa tante cose in questo tempo della nostra storia umana ed ecclesiale. La Chiesa Maddalena vive del protagonismo dei discepoli, donne e uomini, che attingono dalla grazia battesimale la loro dignità ecclesiale e il loro carisma missionario. È la stessa vocazione battesimale che ci rende, per dono e non per meriti, tutti sorelle e fratelli, con carismi e ministeri diversi ma pari nella dignità. Maria riconosce Gesù quando è chiamata per nome: e da Gesù riceve la missione di essere la sua prima missionaria. Così noi nel battesimo: siamo chiamati per la prima volta con il nostro nome e riceviamo il dono della nostra vocazione cristiana e missionaria.

Sono consapevole che mi inserisco in una squadra, o meglio in una comunità di donne e uomini impegnati prima di me, e da molti anni, e dai quali potrò acquisire nuove competenze per essere missionari oggi, a Milano e nel mondo. Mi auguro di agire in tutto secondo giustizia e per il bene. Mi sono reso conto che troppe volte una carica, anche la più modesta, viene trasformata in un fortino di potere da cui si promuovono conflitti.  Spero che questo non succeda a me e ai miei collaboratori.

Mi impegno affinché il Centro del Pime sia sempre più e sempre meglio un luogo di vita missionaria, che abbia come unica ispirazione il vangelo della pace; una comunità che racconta la bellezza del Vangelo alla gente di oggi. Alla gente di Milano e alle donne e uomini che raggiungiamo, ovunque nel mondo.

 

Gianni Criveller
missionario, direttore del Centro Pime di Milano

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