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Giovani, terra di missione

Le proposte estive del Pime per i giovani, raccontate da una ragazza che le ha provate (quasi) tutte

“Il raccolto di tutto l’anno dipende dalla semina dell’estate” recita un detto popolare cinese. Come provare a prendersi allora cura del proprio terreno interiore affinché porti qualche buon frutto?

Durante l’estate, l’animazione Pime propone alcuni “campi” per giovani di ogni tipo, iniziative che hanno proprio lo scopo di “coltivare” il cuore dei giovani durante le vacanze.

Il campo di animazione di strada

Un grande classico dell’Estate Pime è il Campo di animazione ed evangelizzazione di strada, che da anni riunisce giovani da tutta Italia presso la casa del Pime di Trentola-Ducenta (Caserta). L’ex-seminario con il suo grande cortile è il luogo che accoglie chi arriva, inizialmente spaesato, e in cui si impara a sentirsi custoditi, scoprendosi di volta in volta, tra le riflessioni, le condivisioni, la fantasia e l’energia frenetica che travolge tutti, in un modo o nell’altro.

L’obiettivo del campo è quello di creare insieme uno spettacolo – balli di gruppo, mimi, acrobazie e giocoleria – da portare in alcune piazze per animare le serate, proporre una testimonianza di fede e missione, offrire uno spazio di preghiera. Parallelamente e intrinsecamente allo spettacolo, si va creando un “noi” in grado di valorizzare ciascuno, accompagnandone la crescita per questo piccolo tratto di strada; questo anche grazie alle relazioni che nascono, sia con gli altri ragazzi sia con i punti di riferimento che si incontrano, come i padri del Pime, i seminaristi, le Missionarie dell’Immacolata, gli animatori. Il mix tra momenti dedicati alla cura del proprio cammino e quelli per la cura nella preparazione dello spettacolo è la sorprendente caratteristica di questo campo dirompente e divertente.

Così può darsi che tu sia la persona più introversa sulla faccia della terra, ma sarai senza dubbio trascinato dall’entusiasmo e dalla gioia di creare qualcosa insieme. Come dice una delle canzoni ballate che mi piacciono di più: “Che bello, quando un sogno ti tiene sveglio!”. Ed è un sogno che porta frutti concreti, alla fine delle due settimane, di cui nutrirsi anche nei mesi successivi: amicizie e legami arricchenti, nuove consapevolezze e scoperte di sé, gioia pura ed energia rinnovata. Penso che i tanti giovani che vi hanno partecipato possano ritrovarsi in questa immagine finale: sfiniti, ma con il cuore pieno, traboccante.

Il pellegrinaggio

Un’altra proposta è quella del pellegrinaggio, che ha visto nel tempo diversi percorsi e diverse mete. Quello a cui ho partecipato nel 2021 era lungo il Cammino delle Terre mutate, da Fabriano a L’Aquila, attraverso i territori colpiti dai terremoti. È un viaggio che apre al terreno dell’ignoto e dell’imprevisto, medaglia di cui l’altra faccia sono il coraggio, l’affidamento e la disponibilità a seguire chi apre la strada (anche facendosi largo tra le piante con un bastone, a mo’ di Indiana Jones).

Il cammino, di tappa in tappa, è il luogo dove sperimentare un quotidiano e crescente affidamento all’altro che prende forma anche nella condivisione delle fatiche, a partire da quelle fisiche (i pernottamenti spartani, il freddo, le vesciche e un imprevedibile virus intestinale). È affidarsi alla (ri)scoperta di alcune modalità semplici, essenziali della cura di sé e dell’altro: l’adeguamento a un passo ben diverso da quello frenetico cui si è abituati, l’attesa dell’altro per arrivare insieme, il silenzio e l’immersione nella natura come luogo di incontro con se stessi e con Dio, l’ascolto di testimonianze – in quel caso di persone e realtà colpite dal terremoto, intente a sperare nella ricostruzione – i canti e i giochi per passare il tempo, divertendosi e conoscendosi sempre più.

Il campo di impegno sociale

L’ultima esperienza estiva che ho vissuto con il Pime è stata quella dell’anno scorso a Rossano Calabro, il Campo di impegno sociale. È stata una settimana in compagnia delle Missionarie dell’Immacolata, che da un paio di anni abitano tra le colline dell’entroterra e i paesini sulla costa calabrese, dedicandosi alle situazioni di difficoltà e marginalità lì presenti. Questo è un campo variegato, il terreno adatto per chi ha curiosità, voglia di sporcarsi le mani con la realtà e desiderio di spendere un po’ del proprio tempo per gli altri.

La cifra caratterizzante è quella della varietà: ogni giorno sono state proposte attività diverse, dal servizio alla mensa Caritas per i poveri all’animazione di alcuni pomeriggi in un centro per bambini e ragazzi; dalla pulizia dello stradone sulla collina alle mattinate in spiaggia con un gruppo di giovani con disabilità, tra giochi in acqua e balli, passando anche dall’ascolto di alcune testimonianze di fede. Il campo è stato una possibilità di incontrare una parte dei tanti volti dell’umanità ferita di cui parla Papa Francesco nella “Fratelli tutti”, testo guida a cui era ispirato il campo, durante il quale il filo rosso è stato proprio il tema della cura, declinata in cura di sé, cura degli altri, cura dell’ambiente e cura di Dio.

 
 
 
 

Le nuove terre di missione

Tra le proposte estive del Pime mi mancherebbero il Campo di incontro-lavoro di Busto Arsizio, il Campo vocazionale delle MdI e la partenza per il mese in missione legata a Giovani e Missione, il cammino che ad ora resta per me un sogno nel cassetto. Le esperienze vissute fin qui mi hanno però aperto lo sguardo già oltre ogni aspettativa immaginata: terra di missione è anche l’Italia, nelle sue pieghe e nelle sue piazze; terra di missione è ciascun giovane “inesplorato a se stesso” e che grazie a queste esperienze impara a conoscersi un pezzetto alla volta, e a conoscere Dio e l’altro; e infine terra di missione sei anche tu stesso, il tuo cuore, la tua vita.

Tornando e ritornando da queste tante “terre di missione” mi è sempre più chiaro che non c’è cura per se stessi che non sia intrecciata con la cura per l’altro, per gli altri, per Dio e per ogni realtà che si incontra; e viceversa. Basta allora davvero poco, basta un po’ di fiducia per dire “sì!”, parola che apre la possibilità di una breccia in cui entra molto molto più di quanto avresti pensato, lì dove, nella misura in cui lo lasciamo fare, il Signore agisce “perché portiate molto frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15, 16).

 

di Sara Cainarca

 

Le proposte estive per i giovani

Ogni anno organizziamo le vacanze a tanti giovani per i quali le vacanze normali non sono abbastanza. Per quelli che vogliono approfittare dell’estate per scoprire qualcosa di se stessi, per donarsi agli altri.

Quest’anno il tema è la strada: il luogo del cammino e dell’incontro con l’altro.

 

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