Nel corso della conferenza si parlerà della fusione nucleare tra principi fisici, storia, progetti e tecnologie, verificando pro e contro del suo utilizzo energetico. Le centrali nucleari a fusione puntano a replicare sulla Terra le reazioni che avvengono nel Sole, unendo nuclei leggeri (come deuterio e trizio) per produrre energia.
Sono considerate più sicure rispetto alla fissione perché non comportano reazioni a catena incontrollabili e il processo si arresta spontaneamente in caso di anomalie. Producono quantità molto ridotte di scorie radioattive, generalmente meno pericolose e con tempi di decadimento più brevi. Inoltre utilizzano combustibili abbondanti, ricavabili dall’acqua (deuterio) e da materiali diffusi come il litio. Per questi motivi, la fusione è vista come una potenziale fonte energetica pulita, sostenibile e a lungo termine.
Attualmente la tecnologia è ancora in fase sperimentale: grandi progetti internazionali come ITER e il consorzio europeo EUROfusion stanno lavorando per dimostrare la fattibilità su scala industriale. Non esistono ancora centrali a fusione operative per la produzione commerciale, ma i progressi recenti indicano che potrebbero diventare realtà nelle prossime decadi.