Una tragedia potente
Il dio del vino e del teatro Dioniso, dopo una morte precoce, smembrato dai Titani, ebbe una seconda nascita da Zeus e da Semele – figlia del re di Tebe Cadmo – e poi una terza rinascita dalla coscia del padre divino. I suoi familiari negano però la sua nascita da Zeus: quando suo cugino Pentèo sale al trono, bandisce addirittura i rituali dionisiaci dalla città.
A Tebe torna allora il dio in persona, dopo aver assunto sembianze umane e con l’aspetto di uno ‘straniero’: la mancanza di fede in lui fa invasare di follia le menti di tutte le donne tebane. Il titolo della tragedia dona centralità all’idea di baccante e ai due modi diversi di esserlo: da una parte donne fedeli e iniziate ai misteri della natura dionisiaca; dall’altra donne che impazziscono a causa della loro stessa irreligiosità e che del dionisismo colgono solo la liberazione dai vincoli sociali.