Ci ispiriamo al teatro Kabuki: il genere giapponese dove il dialogo cede il posto al gesto, all’espressione del volto, al movimento codificato. Sul palco si comunica senza parlare, eppure si capisce tutto. In questo incontro faremo lo stesso: lasceremo da parte le parole, facendo in modo che il linguaggio diventi movimento espressivo, emotivo, libero da giudizi e interpretazioni. Non c’è giusto o sbagliato, c’è solo ciò che sentiamo e come il nostro mente-corpo sceglie di dirlo. Entreranno in gioco dei materiali che enfatizzeranno il nostro sentire, diventeranno prolungamento del gesto, amplificatori di ogni emozione che vorrà essere espressa. Un incontro dove mente-corpo sono voce e il movimento è parola.
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