Le mostre fotografiche

Da anni creiamo mostre fotografiche sui grandi temi della fede e della missione, con un occhio di riguardo all’attualità. Sono strumenti agili e versatili pensati e messi a disposizione per le parrocchie e i gruppi missionari, che possono sfruttarle per le loro attività in sede.

Giovani e Missione

Cos’è Giovani e Missione?

Nato nel 1990, su richiesta di alcuni giovani che desideravano visitare le missioni del Pime, Giovani e Missione (GM) è stato in grado di trasformare il sogno della missionarietà in un viaggio che affronta coraggiosamente le sfide della vita. Dopo GM la missione si rivela nel suo significato più profondo e puro; non è solo in Africa, in Asia o in Sud America, ma nella quotidianità, in università, al lavoro, nella famiglia.

La mostra di Giovani e Missione non racconta la storia del percorso, ma quella dei giovani che lo hanno intrapreso. Ripercorrendo le tappe del cammino permette di vivere, in piccolo, la loro esperienza missionaria. Ogni pannello, oltre alle foto, propone una domanda, un rebus, una dinamica che rendono la mostra interattiva. In aggiunta a questo, tramite dei pratici QR-code, i visitatori potranno guardare sui loro cellulari i video in cui alcuni dei giovani di GM raccontano la loro esperienza.

La mostra è composta da 12 roll-up (11 più 1 introduttivo) di 203 x 85 cm, in grado di valorizzare al massimo la grafica e le foto con un grande impatto visivo. Ad essi si accompagna un sussidio cartaceo in formato A5 da utilizzare per interagire con le attività proposte da ciascun pannello.

La mostra è rivolta soprattutto a giovani e adolescenti e punta a stimolare in loro domande sulla loro vita. È perfettamente godibile anche dagli adulti, che attraverso di essa potranno conoscere un mondo di ragazze e ragazzi coraggiosamente aperti al mondo, pronti a prendere in mano la propria vita e a spenderla per i grandi valori missionari.

Note tecniche:

  • 12 roll-up autoportanti misure 203 x 85 cm dotati di custodia
  • Sussidio cartaceo formato A5, 4 facciate
  • 11 video caricati su Youtube, visualizzabili tramite QR-code stampati sui roll-up

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

MARTELLO, ROSARIO E PIPA

«Martello, Rosario e pipa». Si intitola così la mostra su fratel Felice Tantardini e i missionari laici «ad vitam» del Pime che – realizzata da Gerolamo Fazzini (testi) e Mariangela Tentori (grafica) – l’istituto propone per l’ottobre missionario a gruppi missionari e parrocchie.

Martello, rosario e pipa sono stati gli inseparabili compagni di fratel Felice Tantardini, missionario laico del Pime, originario di Introbio, vissuto per 69 anni in Birmania, e là morto nel 1991, all’età di 93 anni, dopo un’esistenza intensa tutta spesa a servizio della missione in umiltà e ferialità.

A distanza di anni, la sua figura e il suo esempio non sono invecchiati, anzi. Proprio fratel Felice, il «fabbro di Dio», di cui è aperto il processo di beatificazione, è stato scelto dal Pime come icona della figura del missionario laico «ad vitam», al quale l’istituto dedica un anno di preghiera, riflessione e animazione vocazionale.

Articolata in 15 pannelli autoportanti (roll up) di m. 1 x 2, la mostra propone un itinerario fotografico che ripercorre la vicenda e il messaggio di fratel Tantardini, corredato da testimonianze di confratelli dell’epoca e di frasi del missionario valsassinese. I pannelli finali sono dedicati specificamente alla figura dei missionari laici «ad vitam» di oggi, dei quali vengono presentati i tratti peculiari del medesimo carisma che anima i padri dell’istituto.

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43822317

BEATI I PERSEGUITATI PER CAUSA MIA

«Beati i perseguitati per causa mia»: questa scomoda frase del Vangelo continua ad essere attuale anche oggi, nel terzo millennio cristiano.
I martiri di oggi sono al centro della mostra fotografica proposta dalla redazione di “Mondo e Missione”: una galleria di 12 storie di martirio del nostro tempo, dai monaci di Tibhirine a monsignor Luigi Padovese, massacrato nel giugno 2010 in Turchia. Insieme a loro, Annalena Tonelli, suor Dorothy Stang, don Andrea Santoro, padre Bernard Digal morto durante le violenze anti-cristiane in India nel 2008 e altri testimoni della fede.
Accompagna la mostra un video di 18 minuti, curato dalla redazione di “Mondo e Missione” e realizzato da Valerio Bassan, con immagini, brevi filmati e testimonianze sui personaggi descritti nell’esposizione e sul senso cristiano del martirio. Può essere utilmente proposto in contemporanea con la mostra oppure come introduzione a una serata sul tema.

Note tecniche:

La mostra è composta da 20 pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

LO FACCIAMO PER GESÙ - MADRE TERESA, LA MISTICA DEI POVERI

Realizzata in occasione del centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta, 26 agosto 1910, e aggiornata nel 2016 in occasione della canonizzazione, la mostra «Lo facciamo per Gesù –  Madre Teresa, la mistica dei poveri» è realizzata dalla redazione di Mondo e Missione – il mensile del Pime – col contributo della Fondazione Missio e il patrocinio della Fondazione PIME Onlus.
È pensata come strumento di animazione missionaria agile ed efficace dal punto di vista comunicativo. Consta di 15 pannelli che presentano fotografie sulla vita e l’opera di Madre Teresa e delle Missionarie della Carità, abbinate a frasi della Beata, attinte da suoi libri.
Viene suggerita anche la possibilità di un incontro sulla figura di Madre Teresa e la sua attualità con un giornalista della redazione di Mondo e Missione.

Note tecniche:

La mostra è composta da 15 pannelli in forex o alluminio di dimensioni 70×100 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

CHARLES DE FOUCAULD - UNA MOSTRA DALL'ALGERIA

Il 1° dicembre ricorre il centenario della morte del beato Charles de Foucauld, grande figura che ha segnato profondamente la spiritualità e la missione nel nostro tempo. Per celebrare questo anniversarioil Pime – in collaborazione con la Chiesa d’Algeria, dove sono presenti alcuni suoi missionari – mette a disposizione di parrocchie, associazioni e centri culturali la nuova mostra «Charles de Foucauld» che ne racconta la figura.

La particolarità che balza all’occhio è che si tratta di una mostra in due lingue: arabo e italiano. A realizzarla, infatti, è stata la diocesi di Laghouat-Ghardaïa, la diocesi nel deserto algerino dove si trova anche Tamanrasset, l’ultima tappa dell’itinerario spirituale e umano di fratel Charles: qui ha vissuto in mezzo ai Touareg fino alla sua uccisione nel 1916.

tredici pannelli – tradotti in italiano dal francese da Graziella Rapacioli – ripercorrono la vita di Charles de Foucauld, la sua giovinezza inquieta, la sua conversione radicale, la sua vita in Algeria, l’opera di geografo e linguista, il suo impegno per la giustizia in un mondo ancora segnato dall’esperienza coloniale. È la memoria di questa figura custodita dalla Chiesa che nel deserto del Sahara tuttora ne segue le orme. Ed è una strada che ha qualcosa di importante da dire ovunque per il dialogo tra cristiani e musulmani.

«Finalmente Charles de Foucauld è diventato un Evangelo vivente, a mani nude…
L’ultima foto che abbiamo di lui, non porta nessun segno religioso e credo che sia la pagina più bella e viva del Vangelo perché la sua croce, la porta dentro: il suo sorriso, il suo viso, sono quelli di un uomo che guarda l’altro con gentilezza e con molta simpatia e gratitudine»

(Claude Rault – Vescovo di Laghouat-Ghardaïa)

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

IL MONDO IN CASA

«Il mondo in casa» è una mostra fotografica dedicata alla realtà delle famiglie immigrate in Italia. In occasione di Family2012, l’Incontro mondiale delle famiglie con il Papa tenutosi a Milano, l’esposizione ha voluto leggere in una duplice accezione la presenza delle famiglie straniere sul suolo italiano: in casa nostra, ovvero nel nostro Paese, ma anche e soprattutto in casa loro.

L’obbiettivo di Bruno Zanzottera di Parallelozero e la curatela di Anna Pozzi di Media Pime hanno come centro della mostra la città di Baranzate. Un paese, una strada. Il mondo. Benvenuti a Baranzate, laboratorio di futuro e spaccato di un’Italia multietnica. Se si vuole provare a immaginare che cosa sarà il nostro paese nei prossimi anni occorre venire qui, periferia ovest di Milano. Una strada, via Gorizia, e poco oltre. Casermoni tirati su senza troppa lungimiranza negli anni Sessanta. Quasi tremila immigrati su una popolazione di undicimila, il 26,5 %. Un terzo europei dell’Est (romeni, moldavi e albanesi), un terzo africani (senegalesi e maghrebini soprattutto), un terzo asiatici (cinesi e filippini), ma anche molti latinoamericani.
Baranzate è il Comune con il più alto tasso di immigrati in Italia; quello dove in una strada convivono 72 nazionalità diverse; quello in cui un bambino su due ha almeno un genitore straniero.
Certo, le difficoltà non mancano. E neppure i pregiudizi. Ma via Gorizia non è un ghetto. Anche perché la presenza degli immigrati sta assumendo sempre più una dimensione familiare. Genitori con figli, che spesso vivono gli stessi problemi e aspettative delle famiglie italiane: il lavoro, la scuola, servizi sanitari, occasioni di aggregazione…

E sono proprio loro, queste famiglie, le protagoniste della mostra «Il mondo in casa». Un percorso domestico e intimo, che documenta la varietà delle presenze e delle situazioni umane e sociali degli immigrati a Baranzate, attraverso una prospettiva unica e significativa: il contesto familiare. Anisoara, Regina, Malick, Mussaid, Ye Weibin e tutti gli altri si raccontano nei luoghi della vita quotidiana, nei loro appartamenti, con i figli attorno; qua e là, qualche oggetto a ricordo dei luoghi d’origine e molte situazioni che evocano la terra di approdo.

La mostra, iniziativa Media Pime, è stata esposta a FieraMilanoCity, dal 29 maggio al 2 giugno 2012, durante la Fiera Internazionale della Famiglia. Una copia della mostra era presente anche a Milano Parco Nord – Aeroporto di Bresso, in occasione della S. Messa presieduta da Benedetto XVI.

Note teciniche:

La mostra è composta da 34 pannelli (5 pannelli verticali con testo e 29 orizzontali con foto) in due formati: 70X100cm su alluminio e 50X70cm poster

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

MISSIONE MISERICORDIA

Padre Daniele accoglie la fragilità dei suoi confratelli anziani che si avviano verso l’ultimo viaggio; fratel Fabio scava pozzi nel deserto per far rifiorire la terra arida del Camerun; suor Maria Augusta mette in tavola centinaia di piatti per i piccoli ospiti del suo centro alla periferia di San Paolo, Brasile.

Sono alcuni dei molti volti, nomi e storie di missionari e missionarie del Pime, che vivono le opere di misericordia corporali e spirituali ogni giorno, ai quattro angoli del pianeta. Opere che non restano sulla carta, ma prendono concretezza nei luoghi e nelle situazioni in cui incrociano le storie e le ferite di altri essere umani, spesso i più vulnerabili e dimenticati.

Per questo, nell’Anno Santo del Giubileo della Misericordia, anche il Pime – con Papa Francesco -ha voluto riflettere e tradurre in questa mostra il tema delle opere di misericordia vissute fino agli “estremi confini”, per dare nuovo senso e vitalità a parole, gesti e speranze. Per tutti.

La mostra itinerante “Missione Misericordia” è a cura del Centro di animazione e cultura missionaria del Pime di Milano. Si compone di 15 pannelli di dimensioni 100 cm x 70 cm e – a partire dal mese di marzo – sarà a disposizione di parrocchie e centri culturali per attività di animazione missionaria nell’anno del Giubileo.

Ogni pannello presenta, per ciascuna delle opere di misericordia, corporali e spirituali, l’esperienza di un missionario.

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

CIELI E TERRA NUOVA. IL PIME PER UN PIANETA DI GIUSTIZIA

Il filo conduttore di Expo2015, “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, rappresenta una grande occasione per riflettere su alcune questioni cruciali relative non solo alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche alle sfide fondamentali su cui si gioca il futuro dell’umanità.

Sono i grandi temi della fame e della povertà, ma anche quelli della diseguaglianza, delle sperequazioni e della cattiva distribuzione delle ricchezza. La sicurezza alimentare, ma anche gli enormi sprechi di cibo. Lo sviluppo e la dignità dell’uomo. La giustizia e la pace.

La mostra itinerante “Cieli e Terra Nuova”, promossa dalla Fondazione Pime onlus di Milano in occasione di Expo2015, racconta i progetti realizzati grazie alla solidarietà e alla generosità di tanti amici e benefattori del Pime. Un modo per mettere a fuoco i temi della Terra, dell’acqua e dell’energia, attraverso le esperienze concrete dei missionari che, ai quattro angoli del mondo, operano per un pianeta di giustizia.

Note tecniche:

La mostra è composta da 18 pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

SE NON RITORNERETE COME BAMBINI…

Le vesti bianche della prima comunione, le tuniche arancione dei piccoli monaci buddhisti, i tappetini variopinti dei giovani musulmani in preghiera: sono alcuni dei tanti colori della mostra fotografica «Se non ritornerete come bambini…» curata dall’Ufficio Aiuto Missioni del Centro di animazione culturale e missionaria Pime di Milano.
«Se non ritornerete come bambini…» è un viaggio in immagini intorno al mondo del sacro, per raccontare la religiosità vista e vissuta dai bambini e il loro delicato rapporto con il trascendente. Ovvero, il sacro, scoperto e vissuto con gli sguardi e i gesti semplici dei più piccoli, espressione della loro innocenza e autenticità. Non solo, la fede trasmessa dai genitori e condivisa dalla comunità, che si trasforma in occasione di gioia e di festa.

Gli scatti fotografici non sono, per la maggior parte, opera di professionisti, ma arrivano dagli stessi missionari del Pime, dagli amici che si sono recati in visita nei Paesi di missione o da giovani rientrati da esperienze di volontariato e di servizio. Immagini belle, toccanti, evocative nella loro spontaneità.
Sono un dono fatto al Pime e che il Pime vuole restituire ai suoi amici e benefattori, in particolare ai sostenitori dei progetti di sviluppo e agli adottanti, che regalano ai bambini in terra di missione, non solo aiuto economico, ma anche affetto, amicizia e preghiera.
Questa mostra è anche un modo originale per concludere il cammino dell’Anno della Fede. Tornando agli inizi: alla fede, cioè, dei più piccoli. Tra cielo e terra.

Note tecniche:
La mostra è composta da pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

LIBERI PER CREDERE

«Liberi per credere» è una mostra fotografica promossa in occasione dei 1700 anni dell’Editto di Milano (conosciuto anche come Editto di Costantino). La mostra è stata ideata e realizzata da “Mondo e Missione”, rivista del Pime e da Popoli, mensile internazionale dei gesuiti, e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano.

Attraverso 18 pannelli fotografici, corredati da testi descrittivi, la mostra accompagna il visitatore in un viaggio ideale attraverso le principali situazioni in cui oggi la libertà religiosa è minacciata, senza però trascurare i luoghi – reali e simbolici – di convivenza e dialogo. È così possibile approfondire situazioni come quelle della Nigeria, dell’Egitto e del Pakistan, dove sono soprattutto i cristiani a essere nel mirino dei fondamentalisti, ma anche conoscere più da vicino i casi Myanmar, India e Cina, dove sono anche altre minoranze religiose a essere oppresse, nonché riflettere sulle sfide poste dal crescente pluralismo culturale in Europa.

Completano la mostra, pannelli dedicati ad alcuni testi «fondativi», a partire da una citazione dello stesso Editto di Milano, per proseguire con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae e interventi di Benedetto XVI e dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

Note tecniche:
La mostra è composta da 18 pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

GIRO GIROTONDO, GIOCA IL MONDO

L’esposizione fotografica «Giro Girotondo, gioca il mondo» – realizzata dall’Ufficio Aiuto Missioni del Pime e allestita presso il Museo Popoli e Culture in occasione del Natale e ora a disposizione di scuole, centri culturali e parrocchie – è un invito a scoprire come giocano i bambini nel mondo, in particolare nei Paesi in cui operano i missionari del Pime. Attraverso i pannelli il visitatore potrà assaporare il gusto del gioco e incontrare lo stesso sguardo divertito che accomuna tutti i bambini della terra quando stringono tra le mani il loro giocattolo, anche se si tratta di una macchinina costruita con scarti di bottiglie e lattine, o di frecce ricavate da ramoscelli d’albero. Oppure – come mostra l’immagine che fa da copertina alla mostra – una macchina fotografica realizzata con il fango.

Note tecniche:
La mostra è composta da 18 pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

I GIUSTI DELL'ISLAM

Una mostra per riscoprire le storie dimenticate di alcuni musulmani che durante la persecuzione nazista salvarono la vita ad alcuni ebrei.
Tra i circa ventiduemila nomi dei “Giusti tra le nazioni” censiti dallo Yad Vashem, il memoriale della Shoah a Gerusalemme, figurano anche quelli di settanta musulmani. Persone che – in nome di valori islamici – si diedero da fare per salvare la vita ad alcuni ebrei durante la persecuzione nazista.
Con questo loro gesto hanno ricordato che la frase del Talmud «Chi salva una vita salva il mondo intero» compare anche nel Corano. Oggi, però, sono i più dimenticati tra i Giusti, perché politicamente scorretti sia per tanti ebrei sia per tanti arabi. Sono infatti un invito ad andare oltre le generalizzazioni facili nella percezione dell’altro e delle sue aspirazioni.

Attraverso i suoi 25 pannelli, la mostra «Giusti dell’Islam» – promossa dal Centro di cultura e attività missionaria Pime di Milano e curata da Giorgio Bernardelli – racconta alcune di queste storie. Parla di due bosniaci, tre albanesi, due diplomatici turchi e un iraniano che con il loro coraggio salvarono alcune decine di ebrei. Inoltre rende conto del lavoro compiuto dallo storico americano Robert Satloff, il primo a proporre ufficialmente allo Yad Vashem un arabo come candidato «Giusto tra le nazioni».

La mostra è a disposizione di scuole e amministrazioni locali per attività culturali legate al tema del rapporto tra religioni e identità diverse.

RASSEGNA STAMPA

La mostra Giusti dell’islam a partire dal 2008 ha fatto tappa in numerose città italiane, divenendo ovunque occasione di confronto e di dialogo. Tra gli appuntamenti più significativi l’esposizione alla Camera dei deputati a Roma nell’ottobre del 2009.

Tra gli altri articoli segnaliamo:

Note tecniche:

La mostra è composta da 25 pannelli di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

MAI PIÙ SCHIAVE

Sono migliaia le ragazze nigeriane sulle strade d’Italia. Le chiamano prostitute, ma sarebbe meglio dire prostituite: costrette a vendere il proprio corpo per pagare un debito assurdo, per salvare se stesse e le proprie famiglie.
Sono vittime di un traffico vergognoso che dalla Nigeria all’Italia si snoda lungo le rotte di una delle peggiori schiavitù contemporanee. Quello della tratta di ragazze nigeriane per lo sfruttamento sessuale è diventato, dagli anni Ottanta in poi, un business da miliardi di dollari, fatto sulla pelle di ragazze giovanissime, cresciute in un contesto di miseria e degrado e desiderose di una vita migliore. Vengono ingannate da promesse fittizie, dal miraggio di un altrove fatto di benessere e felicità: finiscono col ritrovarsi su una strada, costrette a sopportare i peggiori abusi, in una situazione di vulnerabilità e povertà ancora peggiore di quella da cui provengono, sradicate in un Paese straniero, spesso clandestine, senza identità né dignità.
Oggi una mostra fotografica – con le immagini della reporter Silvia Morara e i testi della giornalista di Mondo e Missione Anna Pozzi – racconta le loro storie.
Una mostra nata dal progetto della Fesmi (Federazione Stampa Missionaria Italiana), volto a scandagliare a fondo il fenomeno in tutti i suoi aspetti – sociali, culturali, economici… – non solo per denunciare questa vergognosa schiavitù, ma anche per sostenere concretamente le esperienze positive di sensibilizzazione, prevenzione e recupero di queste giovani donne, sia in Italia che in Nigeria.
Esperienze raccontate da Morara e Pozzi, che hanno compiuto un viaggio nei luoghi da cui queste ragazze provengono – Lagos e soprattutto Benin City, nell’Edo State, la capitale nigeriana di questo orribile traffico -, ma anche sulle strade italiane e nelle comunità di accoglienza, dove queste ragazze provano a ricostruirsi una vita.
La mostra – disponibile al Centro Pime di Milano e corredata dal catalogo edito dalla Emi – testimonia anche l’iniziativa promossa dall’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia (Usmi), guidato da suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, impegnata dal 1993 nella lotta contro la tratta di esseri umani.

Note tecniche:

La mostra è composta da pannelli in alluminio di dimensioni 100 x 70 cm.
Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317

CINA PERDUTA NELLE FOTOGRAFIE DI LEONE NANI

In occasione del centenario della partenza di padre Leone Nani per la Cina, il Pime ha realizzato la mostra «Cina perduta nelle fotografie di Leone Nani», che è stata esposta in anteprima a Palazzo Reale di Milano.
La mostra presenta lo straordinario reportage realizzato tra il 1903 e il 1914 da padre Leone Nani, missionario e fotografo in una delle regioni più interne della Cina.
Nani, che è stato uno dei testimoni più significativi di questo Paese agli inizi del Novecento e della sua difficile transizione dall’Impero alla Repubblica, ha lasciato una raccolta di fotografie unica sia per il valore storico-documentario sia per quello artistico.
Oggi questa preziosa e poco conosciuta raccolta è presentata attraverso una selezione di circa 150 immagini suddivise per sezioni: il contesto storico, la vita quotidiana, la gente e numerosi autoritratti.
In occasione della mostra è stato pubblicato un libro fotografico, edito da Skira, con i migliori scatti di padre Nani e un approfondimento delle tematiche storico-artistiche relative al personaggio e all’epoca in cui visse.

Per informazioni e prenotazioni: segreteriariviste@pimemilano.com oppure 02/43.822.317