L’amicizia di due artisti tra Milano e Hong Kong rievocata in occasione di un concerto speciale
Il viaggio a Hong Kong
Nell’estate del 1985 fu Montanari a mettere in contattato Enzo Jannacci e Franco Mella, in Italia per la sua vacanza. Hanno subito legato e si sono dati appuntamento a Hong Kong. Il viaggio di Jannacci e Montanari avvenne nell’estate del 1988: è rimasto nella memoria dei tre protagonisti, ma anche di altri missionari del Pime. Come testimoniato da una bella foto, Jannacci e Montanari visitarono Franco che allora viveva in una barca nel rifugio di Yau Ma Tei, nella penisola di Kowloon. Franco Mella aveva scelto di condividere la vita dei boat people, ovvero delle migliaia di pescatori originari della Cina che fornivano con il loro lavoro il mercato ittico di Hong Kong (allora territorio coloniale britannico), ma che non potevano toccare la terraferma, per le restrittive leggi immigratorie. Nelle barche vivevano anche le mogli e i figli dei pescatori, in condizioni sanitarie e ambientali davvero precarie e persino pericolose, essendo Hong Kong attraversata da forti tifoni. Per i bambini impossibilitati ad andare a scuola Franco Mella e il compagno missionario Franco Cumbo avevano realizzato una piccola scuola popolare, ispirandosi a don Lorenzo Milani.
Enzo Jannacci ha incontrato anche altri missionari del Pime e ha cantato canzoni che Franco ha registrato in una cassetta (con l’ordine di Jannacci di non diffonderla). Enzo ha condiviso aneddoti della sua vita d’artista e episodi circa l’interazione con altri cantautori.
Somiglianze artistiche
Jannacci e Mella si somigliano molto. Fisicamente, nel tono di voce, e nel modo di cantare: istrionico, alternando pezzi di parlato, a volte persino di urlato, e suoni jazz e melodici. Entrambi raccontano storie di ultimi, dando dignità alla fatica e al dolore delle persone ai margini. Anche Franco Mella, artista di strada, scrive e pubblica sue canzoni, dove narra della condizione delle persone che a Hong Kong subiscono l’ingiustizia sociale e politica. Questo settembre 2024 Franco Mella ha celebrato i suoi primi cinquanta anni come missionario a Hong Kong. In questi cinque decenni egli è divenuto un protagonista dell’impegno sociale ed è universalmente riconosciuto come amico dei poveri. Film, trasmissioni televisive e premi sono stati dedicati a lui. La sua immagine pubblica è anche legata alle sue canzoni, cantate a squarciagola durante centinaia di manifestazioni, proteste e concerti di strada che oggi non sono più possibili.
L’amicizia tra Enzo e Franco si è rafforzata con gli anni, e si è estesa alla moglie Giuliana (mancata lo scorso 9 agosto) e al figlio Paolo, talentuoso musicista jazz.
Enzo e Franco si sono trovati a Borghetto Lodigiano nell’agosto 2006, luogo di origine e attuale residenza italiana di padre Mella, per un lungo e amichevole evento fatto di racconti, letture dal diario di Franco e canzoni cantate insieme.
Il concerto di sabato 5 ottobre ha molti significati: celebra il commovente omaggio di un figlio al padre; una bella amicizia tra due artisti attenti ai poveri; ripropone la nostra mai spenta attenzione alla difficile vicenda di Hong Kong. Il ricavato va proprio a padre Mella per la sua assistenza ai poveri. Con il concerto inauguriamo il teatro radicalmente rinnovato e apriamo la stagione teatrale dell’anno sociale 2024-2025.
Un terzo legame con Hong Kong
Vorrei aggiungere l’accenno ad un’altra vicenda che lega Jannacci, Milano e Hong Kong: nel 1958 Adriano Celentano e il suo complesso si esibirono per la prima volta, presso il Santa Tecla di Milano. Una storica locandina rievoca quell’evento. Celentano alla chitarra, Enzo Jannacci, allora 23enne, al pianoforte; il batterista era il mantovano Ugo Conta, che pochi anni dopo, dopo un concerto a Hong Kong, decise di fermarsi in quella meravigliosa città, e vi trascorse tutta la sua vita. Fondò una scuola di musica e una di karate, suonò nei locali, aprì ristoranti e divenne un pilastro della comunità italiana. Ugo ed io divenimmo buoni amici: mi parlava spesso e con grande trasporto dei suoi inizi con Jannacci e Celentano. Il ricordo di Ugo, una delle prime vittime del Covid, e della moglie May, morta di dolore, mi è molto caro e desidero associarlo a questa serata.
Infine mi piace pensare che questo concerto chiude in cerchio: nei primi anni sessanta insieme ai migliori protagonisti della scena artistica milanese, Jannacci frequentava il Derby di via Monte Rosa 84: il tempio, per così dire, della musica e del cabaret milanese. Il Derby era a poche decine di metri dal Centro Pime, con numeri civici quasi simmetrici. Il 5 di ottobre lo storico civico 81 di via Monte Rosa, ospita Enzo Jannacci e le sue canzoni, attraverso l’omaggio del figlio Paolo Jannacci. Una grande e irripetibile serata di musica per Milano e per Hong Kong.
di Gianni Criveller
Direttore del Centro Pime
Il concerto
“Tantissimi amici hanno chiesto di potermi ascoltare in concerto, facendo vivere ancora le canzoni del papà, sapendo che io fossi la persona più indicata per farlo. Ho deciso di offrire al pubblico uno spettacolo di canto e musica, che comprende il mio repertorio di brani jazz originali e le canzoni di Enzo più care alla gente e alla mia famiglia.”
Così Paolo Jannacci presenta il concerto d’apertura della Stagione Pime: uno spettacolo pieno di poetica e musica perché, oltre a dare tutta la sua energia suonando il pianoforte in trio o in quartetto, Paolo ricorderà Enzo a chi lo conosce e cercherà di farlo apprezzare a chi non ha mai sentito parlare di lui.
