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Don’t Look Up: il futuro ci crolla addosso

di Matteo Malaisi
Esperto cinematografico

Quella ambientale è diventata una questione sempre più urgente. La crisi climatica è un dato evidente, concreto e in alcuni casi tragico che sta mettendo alle strette il globo intero. Se ne parla quindi ovunque: in TV, sui social media e anche al cinema, dato che ogni mezzo di comunicazione cerca a suo modo di veicolare il messaggio con approcci diversi. Ma a quale scopo? L’obiettivo è davvero quello di informare le persone per riuscire, insieme, a salvare la Terra?

Don’t Look Up è una commedia fantascientifica esilarante, forte di un cast stellare, che cerca di rispondere proprio a questa domanda, facendoci riflettere in chiave sarcastica sul tema ambientale.

La trama

Il regista Adam Mckay, come è solito fare nel suo cinema, sceglie la strada dell’ironia e della satira per mettere in luce tutte le falle del sistema. Il quale, in questo caso, cerca di reagire alla scoperta di una catastrofe imminente: una cometa è in rotta di collisione con la Terra. Sono la laureanda in astronomia Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence) e il professor Randall Mindy (Leonardo DiCaprio) che scoprono per primi la minaccia. Per questo motivo si catapultano a parlare con la massima autorità, l’uomo più potente del pianeta, che in questo caso è una donna: una meravigliosa Meryl Streep sopra le righe, che interpreta un Presidente degli Stati Uniti a cui non sembra importare più di tanto della cometa, tanto più che la notizia potrebbe compromettere la sua immagine.

Media e politica, così, vanno a braccetto, manipolando notizie e scienza secondo i loro scopi meschini, futili, superficiali, nonostante la consapevolezza che di lì a poco l’impatto della cometa causerà l’estinzione della vita sulla Terra. Dovrebbe divagare il terrore, come Kate cerca di dire in diretta TV, subendone poi le relative conseguenze (ovvero l’allontanamento dalla comunità scientifica). Invece i media e la politica cercano di minimizzare il problema, di negarlo, di sfruttare la notiziabilità del tema ambientale nonché il sexy professor Randall rendendolo, così, il burattino perfetto per rassicurare le persone.

Il ruolo delle multinazionali

Ma non è finita qui. Al di sopra dei media e della politica c’è il megalomane Peter Isherwell, fondatore di una multinazionale ipertecnologica che produce smartphone di ultima generazione, il quale scopre che la cometa è un’inestimabile miniera di minerali preziosi. Questo personaggio istrionico e inquietante (impossibile non fare paragoni con il magnate Elon Musk), dai denti sporgenti e bianchissimi e dalle movenze robotiche, convincerà il Presidente a rivedere i piani che prevedono la totale distruzione della cometa. Allora ecco che tutto diventerà una parabola discendente, proprio come la traiettoria della cometa. Sembra non esserci speranza per un’umanità nelle mani di coloro che non hanno per nulla a cuore le sorti della Terra, della cultura, della scienza, dell’uomo stesso, ciechi a causa della loro completa amoralità.

Don’t Look Up si basa su “fatti realmente possibili” (come sottolinea lo slogan sulla locandina ufficiale). Nonostante le scarse speranze, però, non bisogna mai smettere di schierarsi a favore dell’ambiente e soprattutto di agire nella quotidianità per il bene del pianeta, perché fa la differenza. Come dice un antico proverbio dei nativi americani: “La Terra non ci è stata data in eredità dai nostri Padri, ma in prestito dai nostri Figli”.

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