Luca: dall'infanzia un sguardo di speranza | Il film del mese

Due creature marine scoprono il mondo straordinario degli umani in una rivisitazione delle Cinque Terre. Una storia di curiosità, coraggio e libertà in vista della Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

A Portorosso, un piccolo borgo esplicitamente ispirato alle Cinque Terre, compaiono improvvisamente due ragazzi, Luca e Alberto, disposti a tutto pur di ottenere una Vespa con cui girare il mondo. I due giovani, però, nascondono un segreto: sono due misteriose creature marine in grado di trasformarsi in esseri umani quando risalgono in superficie e si asciugano.

Nel mese in cui si celebra la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre), era doveroso riportare alla luce un film d’animazione Pixar, dove uno dei temi più importanti è legato proprio alla curiosità di scoprire il mondo e al desiderio di avere un’educazione scolastica.

Se nel mondo sottomarino gli adulti limitano la libertà dell’infanzia, il personaggio di Luca, entrando in relazione con un essere umano, Giulia, inizia a desiderare di arricchire la propria vita grazie a valori etici e morali degni di ammirazione. Luca, che nelle profondità del mare si sente come soffocato dai limiti imposti dagli adulti, in superficie trova un’umanità e luoghi magnifici da scoprire.

Il regista

Nato a Genova nel 1971, Enrico Casarosa esordisce alla regia di un lungometraggio con un film che fa risaltare le sue origini; quando aveva vent’anni il futuro animatore Pixar si è trasferito a New York e da lì ha iniziato la sua carriera.

I riferimenti cinematografici palesi sono sicuramente La sirenetta della Disney e Ponyo sulla scogliera di Miyazaki: un mix che dà vita a una strabiliante opera d’animazione, convincente e divertentissima. I virtuosismi stilistici sono sempre all’altezza, il visual è impeccabile e riesce a stupire. Luca è quindi in grado di emozionare, grazie soprattutto a un finale molto commovente. L’apparato visivo e le scenografie che richiamano la Liguria sono strabilianti, mentre il villain è poco convincente ma è bilanciato dalla buona resa dei tre ragazzini protagonisti.

Luca è un poetico e soave racconto di formazione: parla di come costruire la propria identità, anche dopo svariati tentativi falliti, senza per forza trasformare sé stessi, bensì cercando di calibrare le proprie azioni nei confronti delle proprie esperienze di vita. Emblematiche e molto esplicative le scene in cui Luca e Alberto vogliono costruire a tutti i costi una Vespa con pezzi di scarto: rappresentano l’inesperienza, l’incapacità di conoscere e riconoscere i propri limiti, ma anche l’estrema creatività che solo il mondo infantile possiede.

Un film per grandi e piccini

I temi veicolati, seppur ricorrenti nell’universo Pixar, sono sempre trattati nella maniera adeguata in un film in cui il legame famigliare, l’amicizia, l’amore hanno la meglio su ogni cosa. Risalta anche la tematica della libertà da lasciare a un bambino, che sarà in grado di scoprire il mondo da solo grazie alla sua curiosità e attraverso il suo meraviglioso sguardo di speranza verso il futuro. Luca infatti parla non solo al mondo dell’infanzia, ma anche a quello adulto.

Nel finale vediamo un bambino crescere e dirigersi verso l’inizio di un’altra fase. Luca vuole andare a scuola, poiché l’infanzia che finisce non è soltanto un bagaglio di ricordi da incorniciare, ma il periodo che costruisce le basi valoriali della nostra vita adulta.

 

di Matteo Malaisi
esperto cinematografico